La felicità… l’ho sempre sognata, sempre cercata e… fin da piccola mi sono messa in testa che la felicità risolvesse tutti i problemi, quasi che fosse una pozione magica in grado di rendermi immune dalle brutture del mondo… e così l’ho cercata, l’ho cercata tanto, ma non trovandola ho iniziato a cercarla nel modo sbagliato, ho scoperto che se assumevo grandi quantità di alcol per un po’ ero veramente felice, non pensavo a niente e ridevo in continuazione… poi il momento felice svanisce e tutto torna come prima, se non peggio e allora ci riprovi, ma più tu insegui la felicità e più lei si allontana… più tu bevi e più il momento felice dura meno, così passi ad altre sostanze, ma è sempre lo stesso meccanismo… più tu insegui la felicità e più lei si allontana…
… Fino a quando non ti ritrovi invischiato in quella situazione, ormai hai adottato uno stile di vita autodistruttivo e non sei più in grado di vivere diversamente, non sei più in grado di affrontare il mondo in maniera lucida…
… Poi un giorno qualcuno finalmente ti spiega che la felicità non esiste, è un’utopia a cui possiamo solo avvicinarci… quel qualcuno ti insegna il piacere e la gioia derivanti dalle piccole cose, ti insegna a godere delle bellezze della natura se osservate con mente lucida, ti insegna come accontentarsi di quello che si ha senza voler sempre avere di più, ti insegna ad assumere un punto di vista che prevede che felicità e realizzazione di sé siano date dalle relazioni con gli altri e non dal possesso di beni…
… E allora scopri che felicità spesso coincide con sobrietà!!!
Giulia, membro di Club dell’Acat Perugia-Trasimeno

1 COMMENTO

  1. La testimonianza di una ragazza che alla ricerca della felicità si immette nel tunnel dell’alcol senza rendersene conto e che ne esce grazie all’opera delle famiglie dei club alcologici territoriali – metodo Hudolin per incominciare a riscoprire la bellezza delle cose semplici che appagano la vita. Non è necessario avere grandissimi problemi economici, finanziari, sentimentali, relazionali … per entrare nel tunnel dell’alcol, a poco a poco ci si può intrappolare senza rendersene conto, ma eventi traumatici, cambiamento di carattere, isolamento, ricerca della compagnia per bere … sono campanelli d’allarme a cui stare attenti. Entrare in un club significa cominciare a rivedere il proprio stile di vita e decidere per il cambiamento, aiutati dalle famiglie che vi partecipano. Ad Andria siamo fortunati perché abbiamo tre club a cui rivolgersi, nella Parrocchia San Giuseppe Artigiano. Genitori: apriamo gli occhi per scorgere segnali di disagio nei nostri figli che li portano all’uso di sostanze (l’alcol bevuto con il vino, birra, … è più consumato perché più reperibile ed economico) e rivolgiamoci a coloro che possono dare una mano, vincendo la maledetta VERGOGNA!!!! da soli è difficile uscirne!

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