Da un po’ di tempo a questa parte Andria è diventata la mecca di tutti i suoi abitanti. ‘’Amanti dei forestieri’’ ci etichettavano, un marchio stampato sulle banconote che ogni sabato sera arricchivano i ristoratori delle città limitrofe.
Oggi Andria ha riassaporato il gusto del prodotto fatto in casa, un campanilismo riaffiorato proprio sotto quelle campane che, come dei falchi, sorvegliano una roccaforte in cui, puntualmente al calare del sole, un vocìo confuso amplifica una movida di ragazzi sempre più alla disperata ricerca di un domani.
Già, il domani. Un concetto astratto, effimero, quasi blasfemo da pronunciare e utopistico da desiderare. Ma persino ieri c’era il problema del domani. ‘’Carpe diem’’ dicevano i latini. Era un’espressione che i nostri nonni, rosicati dall’ignoranza e dalla fame, non conoscevano affatto.
Inconsciamente, a dir il vero, il loro modus vivendi seguiva la vecchia bistrattata teoria del ‘’vivi come se dovessi morire oggi e sogna come se dovessi vivere in eterno’’. Certo, vi chiederete se Jim Morrison e i Doors esistessero già allora, ma quello che ci preme sottolineare è la speranza quotidiana che i nostri antenati riponevano in una promessa.
Adesso, come allora, giovani ragazzi affollano i marciapiedi di Piazza Catuma sorseggiando un cocktail, un cocktail che sa di belle èpoque. Se si potesse viaggiare nel tempo e mettere a confronto due situazioni anacronistiche ci accorgeremmo che, in fondo, nulla è cambiato. Sembra, infatti, che il quadro della Città sia stato dipinto dallo stesso artista, solo pochissime pennellate aggiungono auto e palazzi laddove c’era l’erba e, forse, qualche 33 giri di Celentano.
Chi non lavora non fa l’amore cantava il ‘’molleggiato’’ e, probabilmente, anche questo spingeva i contadini di cinquant’anni fa ad aspettare una chiamata dal latifondista di turno. Un lavoro assicurato, insomma, un contratto a tempo determinato, sì, ma di un solo giorno, quello successivo, quello più importante.

Michele Di Corato


[ In copertina “Contadino nell’androne” • Nino Garajo ]

 

 

 

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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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