La Principessa Ahmanet, discendente della dea del caos dell’Antico Egitto, assume sembianze terrificanti in seguito alla sua mummificazione da viva…

Il titolo potrebbe ingannare. “La Mummia”, nuovo film diretto da Alex Kurtzman, non segue il filone dell’omonima saga dei primi Anni Duemila firmata Stephen Sommers. La pellicola segna l’inizio degli avventurosi scenari dello Universal Monsters Cinematic Universe (noto anche come Dark Universe), una serie di lungometraggi ispirata a fumetti aventi come protagonisti orribilanti mostri.

In realtà, la Principessa Ahmanet (interpretata dalla ballerina Sofia Boutella), discendente della dea del caos dell’Antico Egitto, assume sembianze terrificanti in seguito alla sua cattura prima, e alla mummificazione da viva poi. Toccherà, millenni più tardi, al ricercatore Nick Morton riportare in vita il prezioso sarcofago e scoprire, attraverso la traduzione di criptici geroglifici, di essere il prescelto per incarnare lo spirito della morte, Seth. Tom Cruise pare calarsi perfettamente nei panni dell’action man in un ruolo disegnato appositamente per lui dal regista Kurtzman, già seneggiatore, tra gli altri, di Transformers e Star Trek.

Ad affiancare il sempreverde Cruise, tra gli scavi della vecchia Mesopotamia e l’attuale Iraq, c’è la bellissima attrice inglese Annabelle Wallis, nipote del celebre Richard Harris. La sua “Jenny Halsey” è la colonna portante in tutto il plot, tanto affascinante e meticolosa nel suo lavoro, quanto fragile e inerme di fronte a frames apocalittici animati da esplosioni, inseguimenti e apparizioni paranormali.

“La Mummia”, nasce come reboot ma si sviluppa in maniera dettagliata nei cenni storici di un’epoca tuttora seducente, una civiltà pregna di misteri, un popolo che si inerpica sulla scaramantica suggestione del potere divino, quello in grado di punire chi non rispetta le tradizioni, chi le calpesta traendo profitto da reperti tramandati all’umanità. Reperti come il cinquantacinquenne Cruise che, a quanto pare, fa ancora presa sul pubblico con espressioni da eterno ragazzino!

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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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