La maggior parte (non tutti) dei problemi che attanagliano l’informazione possono riassumersi in un concetto solo: l‘Economia. Beh, la materia più invadente nella vita di qualunque essere umano non è insegnata a Scuola.

Come può allora un onesto cittadino difendersi dai mille vocaboli economici che lo assalgono ogni giorno, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato? Come può firmare un mutuo con totale asimmetria informativa? Come fa a chiedere un prestito a condizioni da cui non saprebbe difendersi? Come potrebbe comprendere il significato dei + e dei – legati ai mercati finanziari, diffusi dai tg, e capire come questi possano incidere sulla sua vita? Cos’è economicamente la disoccupazione? Per quale motivo dovrebbe essere preoccupato dello Spread, del Debito Pubblico, del Deficit, che neanche conosce?

Certamente, non è pensabile che ogni cittadino conosca perfettamente una materia così complessa, ma apprenderne le basi favorirebbe la crescita naturale di una Società Civile.
Per questi motivi si proverà, attraverso l’esposizione di concetti basilari, a ripristinare il significato di vocaboli poco conosciuti, ma tanto inflazionati nel corso degli ultimi anni, facilitando la comprensione di concetti economici che, si spera, dopo la lettura vi potranno apparire più chiari.

Abbiamo già pubblicato, mesi addietro, un primo contributo. Alcuni dei concetti che andiamo ora ad esporre possono basarsi sull’assunzione che siano chiari i termini esposti nel precedente articolo. Incominciamo.

Legge della domanda e dell’offerta: è la più importante legge di tutta l’Economia.

La Domanda è la quantità del prodotto che i consumatori desidererebbero acquistare in corrispondenza di determinati prezzi.

L’Offerta è la quantità del prodotto che i produttori decidono di offrire ai consumatori in corrispondenza di determinati livelli di prezzi.

Le due variabili, quindi, sono Prezzi (sull’asse delle ordinate: Y) e Quantità (sull’asse delle ascisse: X).

graficoLa Domanda è, graficamente, una curva inclinata negativamente, perché all’aumentare del prezzo del prodotto i consumatori desidereranno acquistarne sempre di meno (perché non possono permettersi di acquistare molte quantità a prezzi elevati). L’Offerta invece è una curva inclinata positivamente perché, all’aumentare dei prezzi, i produttori saranno disposti ad offrire più quantità dei loro prodotti (vi è mai capitato di ottenere uno sconto più alto quando comprate grosse quantità di un prodotto? La logica è quella).

Il punto di incontro tra queste due curve determinerà il punto di equilibrio, cioè il punto in cui la quantità effettivamente offerta sarà esattamente pari a quella domandata e i prezzi a cui viene offerta corrispondono a quelli che i consumatori sono disposti a pagare.

Quando c’è eccesso di offerta di un prodotto, vuol dire che i consumatori non desiderano acquistare, ad un dato prezzo, una determinata quantità (quindi in eccesso) offerta dai produttori. Questo processo costringerà i produttori a svendere tale eccesso, abbassando i prezzi fino al punto in cui i consumatori saranno disposti ad acquistarlo (ecco i saldi di fine stagione!), ritornando così al punto di equilibrio.

Quando c’è eccesso di domanda di un prodotto, vuol dire che i consumatori desiderano acquistare una determinata quantità aggiuntiva che i produttori però non sono disposti a produrre (o a vendere). Questo porterà i consumatori ad aumentare la loro disponibilità a pagare per tale quantità aggiuntiva, in modo da convincere definitivamente i produttori a produrla (o a venderla), attraverso un aumento dei prezzi che riporta la situazione al punto di Equilibrio (in cui la quantità richiesta sarà uguale a quella prodotta o venduta).

Questi concetti semplificati vi saranno utili per comprendere il modo in cui vengono stabiliti i prezzi sul mercato e il motivo per cui ad esempio, a seconda del periodo, le case o il petrolio aumentano o diminuiscono di valore (chiaramente assieme ad altri fattori di mercato).

Bolla Speculativa: ora che dovrebbero essere più chiari i concetti di domanda e offerta, troverete più semplice la comprensione di alcune dinamiche di mercato. Ricapitolando: quando tanta gente domanda un bene e la quantità prodotta (o venduta) di quel bene è scarsa rispetto alla quantità domandata, il prezzo del bene aumenta. Quando tanti produttori (o venditori) producono (o vendono) un bene poco richiesto dai consumatori, il prezzo del bene crolla. È esattamente ciò che accade in concomitanza delle famose Bolle Speculative.

Generalmente, le più frequenti sono di due tipi: Edilizie e Finanziarie.

La crisi finanziaria odierna si è trasformata in crisi economica proprio in questo modo: a seguito di una forte espansione del credito concesso dalle Banche Americane dal 2001 al 2004 (i famosi “Crediti Subprime”, di cui si tratterà meglio nelle prossime pubblicazioni), gli Americani investirono molto del capitale preso a prestito nell’acquisto di beni Immobili (case). Poiché la domanda divenne molto elevata, al punto da provocare eccessi di domanda, anche Case di piccole dimensioni o periferiche assunsero un valore esorbitante (molto distante dal loro vero valore, ma solo pompato dalla legge della domanda e dell’offerta). Quando poi, per cause che tratteremo meglio, coloro che ottennero facilmente quel credito non riuscirono più a ripagarlo, le Banche procedettero al pignoramento delle Case che gli Americani avevano acquistato grazie ai loro stessi crediti. Così, nel 2006-2007 tantissime Banche vendettero contemporaneamente sul mercato un’enorme quantità di beni immobili al fine di recuperare il valore perso dall’insolvenza dei loro debitori. Ed ecco che “scoppia la bolla”: case acquistate a prezzi esorbitanti nel periodo di “eccesso di domanda”, valgono meno della metà nel periodo di “eccesso di offerta”. Questo fece sì che le Banche recuperassero molto meno di quanto si aspettassero e così, da quel momento, ebbe inizio una serie di insolvenze che condussero al fallimento definitivo del Gigante Finanziario “Lehman Brothers”, data in cui ha ufficialmente inizio la Crisi Finanziaria odierna.

Per ora, fermiamoci qui: le prime nozioni, seppur basilari, richiedono comunque un maggiore sforzo per la comprensione. Se avete dubbi o avete bisogno di chiarimenti, se volete muovere critiche su concetti sulla cui interpretazione non siete d’accordo, non esitate a scriverlo nei commenti. Saranno inoltre ben accette richieste di spiegazioni di alcuni vocaboli economici poco chiari, che potremo così trattare insieme nei prossimi articoli.

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