Al mare o in montagna oppure standosene semplicemente a casa: ciò che conta è che le vacanze appena trascorse ci abbiano offerto l’opportunità di una meritata pausa dopo un anno di lavoro o di studio.

Ora è tempo di bilanci e di sogni per viaggi futuri e, pensando in particolare alla categoria “studenti universitari”, vogliamo offrire qualche suggerimento su come scegliere l’opzione-vacanze che più si confaccia al loro portafoglio…

Bene: se si ha voglia di viaggi per così dire alternativi, alla scoperta del mondo o ancor prima dell’Europa; se si è animati da un forte spirito di adattamento; se passare intere nottate in treno non costituisce un problema; se ci si accontenta di un solo zaino da “caricare” in spalla come unico bagaglio; se infine troviamo un compagno di avventura disposto a condividere tutto questo, la soluzione si chiama “InterRail”!

L’InterRail rappresenta un’ottima opportunità per girare l’Europa, usufruendo di tutte le linee ferroviarie nazionali (o almeno le principali, con sconti sulle secondarie) e a prezzi decisamente contenuti. Per poter utilizzare i pass InterRail, occorre essere residenti europei da almeno 6 mesi. Due le alternative proposte: un biglietto “One Country Pass”, valido per gli spostamenti all’interno di un solo Paese europeo; un biglietto “Global Pass”, valido per gli spostamenti tra i diversi Paesi dell’Unione. Entrambe le tipologie di biglietto prevedono poi un determinato numero di giorni di viaggio fruibili, in base al quale variano le tariffe. Ecco allora che gli itinerari più stravaganti prendono forma e “saltare” da un treno all’altro (che sia di giorno o di notte non importa!) diventa parte essenziale ed integrante di una vacanza che non dimenticherete.

Da Oslo al circolo polare artico e poi al contrario dal circolo polare artico a Oslo, attraverso l’incantevole spettacolo dei fiordi norvegesi: sicuramente uno tra gli itinerari più belli che si possano pianificare. L’InterRail della Norvegia: un buon compromesso per visitare uno dei Paesi più incredibili, ma ahimè anche più costosi della nostra Europa.

Oslo: la capitale, col suo fiordo (l’annessa zona dell’Aker Brygge da cui godere di una piacevolissima vista sullo stesso, seduti ad una panchina magari mangiando un panino col salmone!) e l’imperdibile museo di Munch oltre alla Galleria Nazionale, per chi ama l’arte, ma anche per chi la ama di meno.

Bergen: la porta dei fiordi norvegesi, che offre la possibilità di diverse escursioni, tra cui quella con la funicolare sul colle Fløyen da cui Bergen sembra veramente una cartolina, col suo porto, il quartiere anseatico protetto dall’UNESCO e… il mercato del pesce, dove un pranzo o una cena a base di gamberi freschissimi, granchio reale, salmone selvatico e balena vale tutte le corone norvegesi del mondo!

Trondheim: città centrale della Norvegia, non molto diversa dalle altre, con la cattedrale che vale la pena di visitare. Qui il fenomeno del sole di mezzanotte si manifesta più che altrove fino ad averne una totale percezione a Bodø, capolinea delle ferrovie norvegesi, prima di imbarcarsi per le isole Lofoten. Siamo nel circolo polare artico. È su queste isole che il nostro InterRail può concludersi: un arcipelago dal territorio estremo, è il mare del baccalà e dello stoccafisso, dove la vita da marinaio deve essere dura ma soddisfacente. Lo raccontano i famosi “rorbu”, ossia i rifugi dei pescatori, palafitte in legno di colore rosso acceso o giallo piantate nel mare, molte delle quali sono oggi adibite ad ostelli: un pernottamento può rivelarsi un’esperienza altamente suggestiva. È il posto dove ha avuto origine la stirpe vichinga (a Borg è stata rinvenuta la più grande tenda vichinga esistente al mondo e il villaggio ospita il museo vichingo più importante d’Europa!). È il posto dove l’estate non vede il buio mentre l’inverno non vede la luce.

La Norvegia (o meglio parte della Norvegia!) in treno è il viaggio che non ti aspetti finché non lo vai a sperimentare. Un viaggio lento, che hai tutto il tempo per capire dove ti trovi, per sentirti addosso un paesaggio che cambia, per ammirarne le bellezze, per mescolarti allo spirito di una natura selvaggia, dove il silenzio (anche nei più grandi centri urbani) è interrotto solo dal grido dei gabbiani… per vedere lo stupore dei tuoi occhi negli occhi del tuo compagno di avventura.

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