Quanti di voi hanno mai sentito parlare de Lo Stato Sociale, Zen Circus, Brunori Sas e Fast Animals and Slow Kids? Credo che la maggior parte della cosiddetta “gente comune” non sappia neanche chi siano. È normale, d’altronde.

I gruppi sopraelencati fanno parte di un panorama grande, per chi si trova all’interno di esso, ma allo stesso tempo piccolo, per chi lo guarda dall’esterno: l’Indie. Con la parola “indie” (contrazione della parola inglese indepedent) si indicano tutti gli artisti e i gruppi che scelgono di allontanarsi dalla cultura “mainstream” e dalla conformità delle etichette commerciali. Questi artisti spesso fondano etichette discografiche, che sono per l’appunto indipendenti, oppure, facendosi notare attraverso internet, entrano a far parte di etichette già esistenti.

Un esempio di etichetta discografica indipendente è Garrincha Dischi, proveniente da Bologna e fondata da Matteo Romagnoli, di cui fanno parte, oltre al già citato Lo Stato Sociale, L’Orso e L’Officina della Camomilla, per citarne alcuni. Un altro esempio è La Tempesta Dischi, etichetta di Pordenone, fondata dal bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Enrico Molteni, e che ha al suo interno decine di artisti e gruppi come The Zen Circus, Le Luci Della Centrale Elettrica e il Management Del Dolore Post Operatorio. In questo panorama ci sono tutti i generi musicali così come in quello commerciale. Si va dall’alternative rock dei Fast Animals and Slow Kids alla musica da cantautorato di Brunori Sas, dal post punk dei Management Del Dolore Post-Operatorio al sinth pop de I Cani, dal classic rock de The Zen Circus all’elettropop de Lo Stato Sociale.

Quali sono in sostanza le differenze tra le etichette commerciali e quelle indipendenti? Ovviamente in un contesto globalizzato avranno più successo e fama gli artisti facenti parte di etichette commerciali, ma c’è più libertà di parola e di scelta per un artista di un’etichetta indipendente. Inoltre, una volta raggiunti successo e fama, bisogna saper legittimare il livello raggiunto. Nel mondo consumista in cui viviamo, dove l’usa e getta è ormai diventato di uso comune, anche le major (così vengono chiamate le case discografiche più importanti nel panorama musicale) spesso sfruttano l’immagine di un artista o di un gruppo a scopo di lucro, pubblicandogli uno o due album per poi abbandonarlo al proprio decadimento musicale. È proprio l’immagine a costituire un’altra importante differenza tra musica commerciale e musica indie: il rapporto personaggio-musica. Nelle grandi case discografiche si tende spesso a forgiare il personaggio mentre in quelle indipendenti è il personaggio che si fa da sé, attraverso il messaggio che la sua musica esprime, forte di una maggiore libertà. È proprio questo dettaglio che alle major manca spesso, la musica che fa il personaggio mentre molto spesso ora è il personaggio che fa la musica.

Il mondo sta cambiando, è vero, eppure ci sono cooperative (che in fin dei conti è ciò che sono le etichette discografiche indipendenti) che anche in tempi di crisi lottano per salvaguardare un’idea: è la musica che fa la musica.

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Feliciano Scarcelli
Ho 16 anni e frequento il liceo scientifico "R.Nuzzi". Nutro interesse per la politica e per la musica, in particolar modo quella indipendente. Scrivo per Odysseo affinchè possa condividere con la gente le mie conoscenze.

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