Sisma d’elettrico viandare

come in volo

a ciel perduto

o in approdo ad un letto di mare

se ancor s’avanza

l’abitacolo del cuore,

riposar ci resta

quel che di buio s’accende

alla finestra;

ma lì in antica luce

ridar speranza vogliamo…

e già di pianto

abbiam dimenticato il vanto,

sicché in onor si staglia

a gran voce

il traversar d’ostacoli

e di bello mondo

in mediterranea veste

ogni sospiro, ogni gioia,

ogni contrastata emozione

che di tempeste

come di polline

si fa il seme…,

di ruga in ruga

s’arrichisce ogni tempo

al declinar del vento,

e di mentre noi che all’andar fuggiamo

torniam di casa

a sederci ancor

tra polveri e fiori

e giorni nuovi!

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Fontehttps://flic.kr/p/24eyEqu
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Diego Civita
Ho 41 anni e scrivo poesie da quando ne avevo 16. Perito agrario, ho studiato alla Facoltà di Lettere di Bari. Studio ancora percussioni e batteria. Esploratore, appassionato della natura, della musica, della letteratura e tanta poesia, ho all'attivo numerose pubblicazioni e decine di partecipazioni a concorsi poetici con relativi riconoscimenti e premi di vario genere.

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