Egidia Arrigoi

«Come è possibile rimanere in Italia, quando dall’altra parte del nostro Mediterraneo, quindi a Gaza, i nostri vicini di casa continuano a soffrire?»

Sono parole di Vittorio Arrigoni, “l’attivista per i diritti umani” (come lui stesso si definiva) autore di Gaza. Restiamo Umani e membro dell’ ISM (International Solidarity Movement), e rappresentano una delle motivazioni che l’hanno indotto a dedicare la sua vita (spezzata a Gaza a soli 36 anni, nell’aprile del 2011, da un commando ultra-estremista salafita ossia di fondamentalisti islamici) alla pace in Palestina affinché si ponesse fine all’oppressione subita da parte del popolo di Israele, «senza per questo essere tacciati come antisemiti» – come ha precisato la mamma di Arrigoni.

Il viaggio di Vittorio è il titolo del libro scritto dalla mamma di Vik (cosi come i suoi amici amavano chiamarlo), Egidia Beretta, la quale «con il suo atto di amore» – come lei stessa ha definito il suo libro – continua a far sentire e a divulgare i valori autentici di Pace, Giustizia e Riconoscimento assoluto dei Ditti Umani, nei quali suo figlio fermamente credeva, nonostante le atrocità e gli atti disumani vissuti e visti in quella famigerata “Striscia”.

Egidia ha girato l’Italia da nord a sud, e lo scorso venerdì 13 novembre (mentre si consumava la tragedia a Parigi da parte di quei fondamentalisti di matrice terroristica “amici” di coloro che hanno barbaramente ucciso Arrigoni) ha presentato il suo libro, presso la libreria Einaudi di Barletta, agli studenti e ai cittadini barlettani, insieme al giornalista Roberto Straniero.

L’’incontro, a tratti commovente (organizzato dal circolo “Arci Cafiero” di Barletta), è stato altresì un momento di confronto e riflessione su quella che è l’annosa questione del conflitto israeliano- palestinese, onde approfondirne le cause e le quanto “probabili” soluzioni.

Qualche minuto prima della presentazione, ho colto l’occasione per porre alcune brevi domande alla signora Egidia, la quale con grande dignità e con il viso rigato da una “timida” lacrima, ha gentilmente risposto,

Signora Egidia, Il viaggio di Vittorio, grazie alla sua generosa testimonianza, continua ormai da anni, di tappa in tappa, a toccare le città italiane del nord, del centro, del sud: quanto è importante far conoscere la voce e l’esempio di Vittorio?

Il messaggio di Vittorio è molto importante. Di recente sto ricevendo contatti da diverse scuole, ad esempio in questo viaggio in Puglia sono stata in tre licei e da quest’anno sto incontrando anche ragazzi delle scuole medie, in realtà si tratta di ragazzini che restano incantati dal racconto di Vittorio, tant’è vero che alcuni di loro mi hanno scritto dei messaggi e delle dediche che mi hanno davvero commosso e nello stesso tempo resa molto contenta, incoraggiandomi ad andar avanti. Devo ammettere che per me non è facilissimo, perché la commozione, il più delle volte, ha il sopravvento, ma sento il dovere di farlo perché è ciò che mio figlio avrebbe voluto.

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La disinformazione sull’origine del confitto israelo-palestinese è altissima e i più ne ignorano le reali cause. A tal proposito, cosa pensa delle recenti dichiarazioni di uno scrittore apprezzato come Erri De Luca, il quale ha scritto che “C’è una città’ del mondo con i coltelli in mano a ragazzini venuti da un quartiere di periferia a pugnalare a caso i cittadini”?

Sono rimasta “strabiliata” pensavo fosse un’affermazione vecchia, però quando mi hanno riferito che era dello scorso 5 novembre, a questo punto mi sono detta che in realtà “Io conosco poco Erri De Luca” pur avendolo stimato molto sia come scrittore, sia per la sua posizione a favore dei “No Tav”, soprattutto per la sua decisione di volersi sottoporre a processo onde ribadire il diritto e l’invito al boicottaggio; pertanto faccio fatica a capire come una persona che ha preso questa posizione così netta non sappia fare altrettanto di fronte ad un conflitto che vede chiaramente da un parte gli occupanti e dall’altra gli occupati, i quali magari reagiscono in modo non appropriato, ma hanno tutto il diritto di reagire, perché sessanta anni di occupazione sono davvero tanti.

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Il prossimo 29 novembre, ricorre la Giornata ONU di solidarietà con il Popolo Palestinese. Tale giornata fu istituita nel lontano 1977 e il 29 novembre fu scelto come anniversario della risoluzione 181, del 20 novembre 1947: si tratta della “risoluzione della partizione”, che prevedeva “due popoli in due stati”. Lo Stato d’Israele, in effetti, esiste, grazie ad una dichiarazione unilaterale del 14 maggio 1948. Quello della Palestina continuerà a essere solo un miraggio?

A mio avviso è un’ipotesi remota e quindi un miraggio; sarà difficile stabilire quale sarà lo stato di Palestina e quali saranno i suoi confini, visto che Israele continua ad occupare terra, quindi non so come si potrà arrivare ad una soluzione che io personalmente vedo poco. Vittorio piuttosto sosteneva che la soluzione migliore sarebbe stata l’istituzione di uno Stato unico laico nel quale ci fosse una convivenza pacifica con uguali diritti per tutti, che francamente penso sia molto difficile avvenga in Israele, così come credo sia molto difficile che si riesca a stabilire un confine netto per la Palestina, poiché Israele, ribadisco, continua ad occupare terra. Mi chiedo, quali sarebbero i confini dello Stato di Palestina, cosa comprenderebbero? Mentre, per quanto riguarda il 29 novembre, mi preme ricordare che nel 2011 Pax Christi (movimento cattolico internazionale per la pace) decise di celebrare questa giornata proprio nel mio paese (del quale sono anche stata sindaco per dieci anni) che è quello anche di Vittorio, sto parlando di Bulgiaco (Lecco). Ritengo che ovviamente sia importante celebrare questo giorno, in modo particolare per portare all’attenzione di tutti quali siano i diritti dei palestinesi, i quali, ribadisco, hanno soprattutto il diritto di avere una terra e il diritto alla libertà della quale sono completamente privati.

Vittorio Arrigoni

Iniziata poi la presentazione, Egidia, rivolta al pubblico, ha dichiarato: «Con questo libro ho cercato di stilare una semplice biografia di Vittorio, descrivendo i pensieri di pace che lui coltivava sin dall’infanzia, poi ho raccolto gli appunti dei suoi viaggi compiuti, prima in Africa e Perù, poi in Palestina quando dopo il 2002 ci ritornò nel 2008. Vittorio sin da bambino ha percorso da sempre la via dell’amore e della solidarietà. Lui ricercava i più deboli, affinché si potesse dar loro voce mediante il racconto della verità, che non è quella delle tv e dei giornali. La Palestina di oggi non è cambiata – ha evidenziato Egidia – rispetto all’operazione militare “Piombo Fuso” la situazione pare sia peggiorata e l’opinione pubblica occidentale dovrebbe fare qualcosa per porre fine a tali violenze. Quindi, come parlare di due Stati? Quali sarebbero i confini? Quelli stabiliti da Israele o quelli previsti dagli accordi internazionali? Ancora non abbiamo una reale risposta».

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