Il dott. Antonio Bruscoli , chirurgo di Emergency , torna “in missione” in Puglia

Ci sono momenti in cui ci si pongono domande importanti, di quelle che non lasciano spazio a dubbi e tentennamenti: Perché sono nato? Qual è il mio compito in questa vita?

Ecco, quando quelle domande si fanno largo nella nostra mente, quando comprendiamo che la nostra presenza nel mondo, ora, nelle circostanze in cui ci troviamo, ha un senso che prescinde dal vivere la nostra esistenza alla ricerca di affermazione personale e benessere economico, scatta in noi la consapevolezza del nostro senso di missione.

Ognuno decide per sé e tutte le scelte effettuate sulla base di questa consapevolezza sono legittime e degne di nota; nondimeno alcune hanno un valore altamente significativo.

Chi decide di mettere la propria vita a servizio di quella degli altri, chi è pronto ad anteporre il bene comune al proprio, chi ricerca il proprio ben-essere attraverso il bene altrui , vive nel modo più nobile impreziosendo ogni attimo della propria vita con la più grande delle gioie.

I volontari di Emergency sono persone che hanno operato questa scelta e offrono la loro esperienza professionale e umana attraverso l’operato di una libera associazione di persone, che nasce nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite alle popolazioni colpite dalla guerra e vittime della povertà.

Un’associazione che, dalla sua nascita a oggi, ha curato oltre 6 milioni di persone in 16 Paesi; un’associazione che ha visto ben 200 volontari impegnati in Sierra Leone per combattere il virus Ebola, responsabile di circa 4000 decessi, la cui epidemia è stata dichiarata, proprio in questi giorni, ufficialmente conclusa, tanto per citare una delle attività che l’hanno vista impegnata vittoriosamente in prima linea.

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Essere un volontario di Emergency significa diventare testimone di come la guerra, l’arrogante supremazia di alcuni popoli su altri, la prevaricazione dei diritti di intere popolazioni a vantaggio di quelli di esigue minoranze, generi una spirale di sofferenza che miete vittime innocenti, primi tra tutti i bambini.

foto 2La storia è fatta di episodi reali ed assume quindi grande valenza la possibilità di conoscerla attraverso la testimonianza diretta di chi ne è stato spettatore.

Il dott. Antonio Bruscoli è un medico chirurgo, attivista di Emergency; è stato più volte impegnato in territorio africano e dalla sua esperienza in Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, è nato un racconto autobiografico, dal titolo “ Kadamou. L’Africa negli occhi di un medico italiano” (Falco editore, 176pp. €15.00)

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L’inquadramento storico fa riferimento ai fatti del luglio 2013, quando, in seguito ad un cruento colpo di stato ha avuto inizio una devastante sequenza di violenze e devastazioni che hanno lasciato il Paese in balia dei “signori della guerra”.

La vicenda si snoda intorno alle vicende di 3 personaggi: Anto, Seba e Miki, l’equipe chirurgica di una organizzazione umanitaria internazionale, che vivono, all’interno di un ospedale africano, una giornata che fin dall’inizio si annuncia particolare.

Amore, odio, paura e determinazione attraversano le vite dei protagonisti a contatto con la realtà spietata della guerra e della povertà mettendoli di fronte a ciò che li aveva portati fin lì, “il qui e l’ora del fare, per rendere il mondo migliore”. I colori di un’Africa bella ed affascinante ed i rumori di una guerra dimenticata. I dubbi e le riflessioni di chi affronta il deserto ed il mare fino alla determinazione che “l’importante è come si è … e non quanti si è”. L’energia di un mondo in tempesta che danza intorno alle vite di inconsapevoli protagonisti della eterna e quotidiana battaglia del bene contro il male.

Questi i temi centrali del libro che, nei suoi tratti di reportage della realtà socio politica del luogo in cui è ambientata, mostra gli effetti devastanti della guerra e pone l’accento sulle conseguenze delle scelte politiche dei governi che, con “distacco emotivo “ dalle sorti di quelle popolazioni,  consentono che esse vengano depredate dei loro basilari diritti in nome di interessi economici e pseudo religiosi.

La narrazione dei fatti, nelle vicende di chi opera per cercare di salvare più vite possibili in una lotta contro il tempo, gli imprevisti, l’irragionevole violenza, diventa interessante spunto di riflessione interiore che conduce al nodo essenziale della vita di ogni persona: la ricerca della ragione del proprio essere e delle proprie scelte.

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Ho conosciuto il dott. Bruscoli attraverso Facebook, il 3 ottobre scorso, giorno in cui un bombardiere americano sotto l’egida della Nato ha bombardato “per errore” l’ospedale di Medici senza Frontiere, di Kunduz, in Afghanistan; ricordo ancora l’emozione nel leggere la sua disperazione per le sorti di un medico amico che sapeva essere in forza in quella struttura. Quel giorno, a Kunduz , sono morte 20 persone: 8 erano infermieri, 3 medici

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Essere un “volontario” significa anche questo: essere disposti a sacrificare la propria vita, fino in fondo, per essere d’aiuto a chi è vittima della guerra .

Quell’amico era salvo, si era spostato pochi giorni prima, e uno scambio veloce di messaggi ha fatto nascere l’idea di una possibile visita dalle nostre parti, per portare anche da noi “la sua idea” di un mondo libero dalla sofferenza che la guerra procura.

Queste le indicazioni per ascoltare la testimonianza del dott. Antonio Bruscoli:

Barletta – giovedì, 19 Novembre ore 18.00 – libreria Cialuna-libri eventi e gusto, via Nazareth 34, in compagnia di Don Vito Carpentiere; incontro promosso dall’Associazione “Centro Studi Barletta in rosa”

 

Trani – venerdì, 20 Novembre ore 19.30 – Biblioteca Comunale   “G. Bovio”, piazzetta S. Francesco 1, in compagnia del prof. Mario Cassanelli; incontro promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trani e dalla libreria “La biblioteca di Babele” di Trani

 

Andria – sabato, 21 novembre ore 19.30 – Auditorium “ Paola Chicco” presso il plesso Manzoni del Primo Istituto Comprensivo, largo Caneva 12, in compagnia del prof. Paolo Farina; incontro promosso dalla Associazione F.I.D.A.P.A sezione di Andria con il Patrocinio del Comune di Andria

Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto a sostegno delle attività di Emergency.

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Paola Colarossi
Sono Paola Colarossi, Insegno matematica e scienze presso un Istituto comprensivo di Andria e mi piace scrivere... Dal 2005 al 2009 ho collaborato, in qualità di redattrice dell’ambito scientifico, alla stesura di “Eirene” foglio di ricerca e cultura della pace, una pubblicazione periodica promossa dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Andria, in collaborazione con la Sezione di Pedagogia Interculturale dell’Università di Bari. Dal 2010 al 2012 , sempre con la stessa qualifica ho collaborato con la rivista “Scuola e Didattica”, editrice La Scuola, Brescia. Poi il grande salto... Nel 2012 ho scritto il mio primo libro “ E’ solo questione di tempo. La mia vita, una favola” edito da Etet, Andria , pubblicato nel 2014 e da allora gestisco una pagina facebook a mio nome all’indirizzo https://www.facebook.com/paolacolarossi Ho partecipato all’edizione 2014 di “Libri nel Borgo Antico, conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico”, manifestazione pubblica del Comune di Bisceglie. E adesso...eccomi qua!

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