Chirurgia plastica

Chirurgia plastica e dintorni. Quando non accettarsi significa finire molto peggio di Dorian Gray.

«L’amore per principio, l’ordine per fondamento, il progresso per fine». La Francia del primo Ottocento si basava principalmente su questi tre sostantivi. Amore, ordine e progresso sostituivano, nei fatti, i concetti di LibertéÉgalitéFraternité, in un contesto che andava, via via, mutando per un dinamismo civile che rivoluzionerà l’intera etica democratica della ratio umana. Ghigliottina a parte, c’era davvero da perderci la testa per Auguste Comte, padre della cosiddetta fisica sociale e fondatore del Positivismo, artefatta corrente filosofica, dalla chiara influenza illuministica, che prediligeva esaltare l’innovazione scientifica piuttosto che celebrare le staticità dell’antica e futile metafisica. Ordine e progresso, già, le due fedi incastonate sulla bandiera verde-oro di brasiliani dai corpi scultorei, un inno di vita che si specchia nell’elasticità di curve mozzafiato e labbra carnose.

Tra i meandri del Naturalismo transalpino e le frastagliate sponde del Verismo italiano si colloca il pensiero di Cesare Lombroso. Discreto medico, appassionato giurista ed eccellente antropologo, Lombroso è stato uno dei pionieri dello studio sulla criminalità legata alla fisiognomica dell’essere umano. Mentre Franz Joseph Gall aveva tentato di definire le personalità attraverso le zig-zagate linee del cranio, Cesare Lombroso era andato oltre la frenologia nazista prendendo a paradigma il comportamento delinquenziale di individui atavici, dai geni socialmente deviati. Acidodesossiribonucleico, il loro, che influiva fortemente sull’estetica ancor prima dell’esperienza cognitiva accumulata in habitat naturali spesso negativi.

Far buon viso a cattivo gioco, insomma. In questa spirale di competitiva bellezza, lifting e liposuzioni hanno accentrato il potere nelle mani di chirurghi estetici dalle altissime parcelle e microscopici scrupoli. Cavia di questo patetico scempio è la vanità giovanile, il futile desiderio di non invecchiare, sentirsi emancipati grazie ad involucri lampadati, conditi da profumi e creme antirughe.

La chimica cellulare non fa sconti, tratta tutti alla stessa maniera. Molte star hollywoodiane, al crepuscolo della loro carriera, si sono sottoposte ad interventi correttivi dai risultati devastanti. Invasi da zombie di plastica, crediamo che zigomi all’insù ed occhi sgranati ci rendano più felici e piacenti, ma questo non è un quadro, a deturpare i connotati morali della nostra integrità è la diabolica economia del successo, la fama che umilia i Dorian Gray, mantenendo intatta la superficie del loro ritratto.

Così, mentre chi vi scrive è restìo e preoccupato a curare le sue difficoltà motorie, sempre più disadattati non perdono il coraggio di lamentarsi, affrontando la paura di andare sotto i ferri, in balìa di pericolose anestesie ed atrofizzati sentimenti, nomadi di amore, monadi di fede ed irrispettosi di fronte alle proprie uniche imperfezioni.

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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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