Il Misantropo di Menandro è un’opera teatrale che rimanda a un carattere umano, tipico della realtà di allora come di oggi. Il misantropo è un burbero, che odia le relazioni sociali, pensando che queste possano turbare in qualche modo il suo equilibrio psicologico.

Quest’opera di Menandro è l’unica che ci sia giunta per intero dalle recenti scoperte papiracee. Il testo parla di Cnemone (il misantropo), che si oppone al matrimonio della figlia con il giovane Sostrato, il quale in una situazione di difficoltà dello stesso Cnemone, caduto inavvertitamente in un pozzo, strappa la promessa di sposare sua figlia, in cambio della salvezza.

Come vediamo dalla trama i personaggi sono tratti dalla realtà quotidiana, ma vengono caricaturati dall’autore. Ecco alcune battute dell’opera per rendere chiara l’idea:

CNEMONE: Ebbene, Perseo, lui sì che era felice, per almeno due motivi: aveva le ali e non incontrava nessuno degli esseri che camminano sulla terra; e poi si era procurato un prezioso oggetto con cui trasformava in statue di pietra i seccatori. Ce l’avessi io in questo momento! Ci sarebbero un’infinità di statue, dappertutto.

Quante persone dietro i contatti Facebook o di altri social network nascondono la propria intolleranza alle relazioni sociali? È vero, l’era dei social network ci ha dato la possibilità di metterci in contatto col mondo intero, eliminando forse il problema della solitudine. Ma quanti manifestano proprio sui social la propria misantropia (dal greco: odio per gli uomini)? Chi nella breve o lunga esperienza dei social network non è stato magari bannato o anche bloccato nei contatti da alcuni, perché infastiditi da commenti critici o elogi?

Questo è un sintomo che dice molto sull’uomo e la sua natura che, nonostante secoli di distanza, sembra essere sempre la stessa, anche se ci si rifugia nell’uso della tecnologia, sempre più avanzata, nel narcisismo che comprende uno scatto infinito di selfie, dove si espone la propria immagine con la consapevolezza di avere un corpo perfetto: fake a parte, ovviamente!

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Giuseppe Volpe
Giuseppe Volpe è nato nel 19/04/1986 ad Andria. Ha conseguito nel 2010 la laurea triennale in Lettere classiche con una tesi in Didattica del greco sugli epigrammi erotici di Paolo Silenziario, poeta bizantino, conseguendo nel 2013 la laurea magistrale in “Filologia, letterature e storia dell’antichità” con una tesi in Paleografia greca. Pubblica nel 2006 la sua prima raccolta di poesie, “La natura dei simboli”, e nel 2008 la seconda raccolta poetica, “Il fuoco”, e poi nel 2013 la terza, “Piccolo Canzoniere, poema d’amore tra l’anima e Dio”. Ha partecipato a vari concorsi letterari ottenendo ottimi risultati, collaborando anche con artisti locali per la produzione di spettacoli teatrali.

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