Di recente è stato presentato in Andria il libro-biografia Il dono di un dono, sottotitolato: don Riccardo Agresti, Claudio Baglioni e miracoli (autore Stefano del Bravo), che racconta la vita del sacerdote, il suo straordinario impegno ad educare, ma anche a realizzare materialmente un oratorio ormai divenuto, per il quartiere, simbolo e presidio della legalità e della volontà di uscire dal degrado.
Il tema principale del libro riguarda un incontro felice tra Don Riccardo Agresti, parroco della Chiesa Madonna delle Croci, ed un grande della canzone italiana, Claudio Baglioni. Un Incontro avvenuto il 12/7/2002 nel cortile di una Scuola, dove era accampato l’Oratorio della Parrocchia. Dove 1.500 persone accorsero per questo singolare incontro e per iniziare un lungo cammino verso la materializzazione di quella struttura parrocchiale, tanto desiderata quanto necessaria al quartiere, periferico e ad alto rischio.
La storia di Don Riccardo, e del suo fortunato incontro con Baglioni, inizia in una scuola e prosegue con tante iniziative tali che alla fine coinvolgeranno anche privati ed istituzioni locali nella raccolta dei fondi necessari.
È utile per capire la personalità di don Riccardo, e la straordinaria avventura della sua Parrocchia, riportare le stesse parole di Baglioni: “Qualche anno fa ho incontrato don Riccardo: è stato un incontro che costringe a voltare lo sguardo e a ritrovare il senso delle cose. I suoi occhi, ancor più delle sue parole, e i suoi gesti, mi hanno raccontato il suo universo, dischiuso il suo mondo e, per qualche istante, l’invisibile orizzonte nel quale il suo sguardo si perdeva è diventato il mio orizzonte. Il valore di certi incontri non si misura con la loro durata. Un istante, a volte, vale tutta la strada. Ecco perché ho voluto essere ad Andria, per questo appuntamento, assolutamente unico ed irripetibile, tra amici che non si conoscono ancora, ma che amici lo sono già” (Gazzetta del mezzogiorno, 2002).
Un percorso che dopo alcuni anni si concluse con l’inaugurazione dell’ Oratorio e con l’apertura di uno spazio vitale per i ragazzi, non più in strada per essere facili prede della criminalità che trova nelle periferie e nel degrado un humus fertile per le operazioni di reclutamento .
Don Riccardo, al di là di ogni retorica, ha saputo, in questi anni, trasmettere all’intera comunità l’entusiasmo e la determinazione per condurre a termine l’impresa, e per creare un centro di straordinaria partecipazione. Non è facile trovare sacerdoti che portino la loro missione su di un piano operativo e concreto, e che guardino senza mediazioni alle necessità della gente; che finalizzino le energie di una vita ad un dono straordinario che contenga grandi sacrifici, ma anche un speciale messaggio d’amore per il prossimo.
Oggi che l’opera oratoriana è conclusa, don Riccardo non smette di donare; con questa pubblicazione, lancia una nuova sfida ed avvia, con don Vincenzo Giannelli e padre Gaetano Lorusso, un altro impegnativo progetto : “Senza sbarre”, relativo al recupero dei detenuti. Per questi, il “dono di un dono” promette una nuova impresa, un cartello di gente di buona volontà e la ricerca di risorse per realizzare una struttura che possa ospitare e favorirne il reinserimento sociale. E chissà, nuovi miracoli!
Questo sacerdote ha indubbiamente mostrato nell’arco della sua vita di avere coraggio (merce rarissima nei nostri giorni) ed oggi, rimettendosi in gioco e aprendo un nuovo cantiere, ancora più faticoso da gestire, può degnamente sintetizzare il senso della sua vita nel “costruire per crescere ed educare” .

Aldo Tota

[Foto di copertina: www.doremifasol.org ]

CONDIVIDI
Articolo precedenteLo spirito della casa
Articolo successivoGiacomo Cannone, il barbiere di Francoforte. L’acconciatore sul tetto del mondo
Aldo Tota
Aldo Tota Un’esperienza giovanile nel giornalismo sportivo (Corriere dello Sport), laurea, master in comunicazione e giornalismo e, quindi, un lungo periodo di lavoro nella pubblica amministrazione. Nel corso del quale ha diretto vari servizi e, tra l’altro, quello relativo alla comunicazione e alle relazioni. Una collaborazione con la Casa Editrice EtEt, della quale è stato anche socio fondatore. Infine, iniziative culturali e volontariato con l’Associazione Andria Futura.

LASCIA UNA RISPOSTA