Rispetto, responsabilità, e coraggio di difendere concretamente la propria identità da una cucina omologata.
Sarà per la mia educazione contadina, in una realtà dove il tempo è segnato dal rispetto delle stagioni e della semina del raccolto, ma per me il rispetto è responsabilità, è la normalità, la quotidianità, è la vita stessa.
La mia eccessiva timidezza, la mia umiltà, il coraggio di una semplice cucina fatta di rispetto per la mia terra e per le tradizioni, il coraggio di scelte difficili e in controtendenza, sono state la mia risorsa, la mia economia e la gioia di essere qui oggi .
Per me il rispetto è seminare, coltivare, raccogliere e cucinare del pomodoro e trasmettere questa semplice emozione a chi mi viene a trovare. Rispetto è trasmettere la passione, il lavoro che c’è dietro il più semplice e banale piatto di pasta e pomodoro (seppur io lo definisca un piatto semplice ma difficile).
Il rispetto è cogliere i primi segnali di allarme del nostro corpo e capire che non si può essere sempre in prima linea. Quindi iniziare a travasare il nostro sapere ai giovani e godere delle piccole cose semplici della vita che lo stress di essere cuochi ci ha fatto dimenticare.
Il rispetto è essere allo stesso tempo cuochi e clienti, creativi e critici. Diventare attori e spettatori dello stesso spettacolo, questa è la prima lezione che io comunico a chi collabora con me.
Ho rispetto per i miei collaboratori che mi assicurano la forza quotidiana e mi sopportano quando esagero. Io stesso ricordo i sacrifici, le difficoltà economiche, e anche le umiliazioni di quando ero dipendente.
Rispettare è conoscere i produttori onesti e i loro prodotti, assicurando loro un giusto prezzo perché le materie prime sono le basi per una cucina sana. Esse vanno rispettate e valorizzate attraverso una cucina semplice ed elegante che ne esalti le qualità intrinseche di ognuna.
Rispetto per i nostri clienti/ospiti che fanno chilometri per essere da noi , che ci danno economia e con i loro complimenti ci riempiono di gioia e appagano i nostri sacrifici.
Rispetto per la terra, per il territorio e le tradizioni che vanno approfondite nella loro tipicità, custodite e comunicate, poiché la scommessa della futura economia del cibo si giocherà sul patrimonio gastronomico italiano e sulla sua unica diversità.
Rispetto è conoscenza per il profumo del cibo di cui la globalizzazione , il trasporto e le tecniche del freddo ci hanno privato, accantonando questa sensibilità essenziale nella parte più remota della nostra mente.
Meritiamo rispetto poiché assicuriamo economia e lavoro, e abbiamo sacrificato la nostra vita personale per la cucina e per un cibo genuino, creativo e onesto.

 

 

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