‹Siamo tutti nati nel fango,
ma alcuni di noi guardano alle stelle.
(Oscar Wilde)

I desideri. Ognuno di noi nasconde un desiderio, un sogno nel suo cuore: il ritorno di un amico che se ne andato e a cui, malgrado i suoi difetti, vogliamo ancora bene; il ritorno di un amore o la voglia di uno nuovo, che non sia come il vecchio; la speranza in un mondo migliore; la voglia di serenità e il bisogno di lavoro fisso per rendere felice la propria famiglia.

I desideri!

Ma cosa sono i desideri? Niente di meno di quello che già l’etimologia del nome rivela: “desideri” deriva, infatti, dal latino “de-sidera”, che significa “mancanza di stelle” (sider, -eris).

Sì, nel cielo della nostra vita mancano delle stelle, stelle che renderebbero più luminoso il nostro mondo, stelle che con il loro soffuso e silenzioso calore riscalderebbero il nostro cuore.
Cosa sarebbe della vita senza il desiderio e la voglia di sognare? Nulla. Una vuota attesa di stelle cadenti.
Intendiamoci: scriviamo di stelle, ma non ci interessano l’astrologia o gli oroscopi. Della stelle, ci affascina piuttosto il valore allegorico e simbolico.

E allora è bene non smettere mai di sognare, o meglio di desiderare. Perché sogno e desiderio non solo la stessa cosa: il sogno molto spesso esprime qualcosa di fugace, di provvisorio e di illusorio, invece, il desiderio rimane per sempre nel cassetto del nostro cuore e non svanisce mai finché non è colmato.
Dante Alighieri aveva coniato una parola molto bella e significativa che può essere definizione del termine desiderio. La parola è “incielarsi”, cioè diventare tutt’uno con il cielo. E noi sappiamo benissimo dall’esperienza della nostra vita che il desiderio più grande, che da sempre e per sempre l’uomo ricerca, è la felicità. Una felicità autentica, stabile, duratura. Infatti, solo quando l’uomo è felice sembra confondersi con il cielo, perché il cielo della sua vita è reso bello, proprio da quelle stelle che mancavano.
Ahimè, a volte con i nostri desideri vorremmo fare salti mortali, oltre i nostri limiti, per imprigionare il cielo nelle nostre mani e sistemarlo come ci pare e piace. Questa non sembra essere la strada giusta per essere felici!
Gli uomini sono nati dal fango, sono humus – come ci ricorda Oscar Wilde  – ma alcuni più di altri aspirano alle stelle.
Perché Wilde sottolinea “alcuni”? Non siamo forse tutti attratti dalle stelle dei desideri? Non abbiamo forse tutti dei desideri?
Forse la differenza potrebbe essere tra chi asseconda “desideri secondari” (il denaro, il successo, il telefonino all’ultima moda ecc.) e altri che hanno dentro di sé “desideri primari” (la felicità, la serenità, la voglia di far felice chi è accanto e via discorrendo). I desideri del primo gruppo illudono, i secondi alludono a qualcosa di più grande; i primi sono fugaci, i secondi rimangono per sempre; i primi sono per il piacere, i secondi per la felicità.
Quindi, non smettiamo mai di desiderare e, anche se molte volte succede che nel cielo della nostra vita manca qualche stella (o ne è rimasta solo la sagoma), non disperiamo perché quella è solo un’assenza e non il nulla.
E ritornammo a guardar le stelle…” – scriveva Dante alla fine di ogni cantica della “Divina Commedia”.

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Nicola Montereale
Nicola Montereale è nato a Trani (BA) il 1 Febbraio 1994 e vive ad Andria. Ha conseguito la maturità classica presso Liceo Classico “Carlo Troia” di Andria, e negli anni 2007-2010 è stato alunno presso il Seminario Diocesano. Attualmente studia presso l’Istituto Teologico “Regina Apuliae” di Molfetta. Inoltre, è autore di un saggio di ricerca, pubblicato nel 2013 e intitolato “Divinità nella Storia, Dio nella Vita”.

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