Il 31 maggio scorso si è aperta una finestra sulla cultura hip hop anche ad Andria, la città di Federico II. Un altro importante passo verso quel balzo in avanti culturale che ha letteralmente invaso il co-capoluogo della Sesta Provincia, si è compiuto in una delle location più in ascesa del centro storico: l’Officina San Domenico. Non un normalissimo bar, non un club, non una discoteca, ma un laboratorio culturale tra i più organizzati nei dintorni, oramai conclamato centro di aggregazione giovanile. Il tutto alla luce del sole, senza ricorrere a mezzi alternativi di diffusione di quel contenitore di arte, musica e ballo, definito Hip Hop Underground.
La location ben si sposa con il concept dell’evento organizzato da “Andriaground Family”, che consiste nel porre in primo piano la funzione culturale dello stesso, oltre che l’obiettivo evergreen di fare numeri, il solo “Must” nelle tradizionali serate di intrattenimento musicale in cui figura un ospite di spicco.
Hip hop Factory difatti apre i battenti alle ore 18.00 in punto, per cominciare la sua offerta artistica: l’interno della struttura è diventato dapprima sala conferenze e poi il main stage dell’evento, il cortile antistante area break dance e second stage. Le pareti perimetrali dell’Officina si sono colorate di Graffiti e Stencil, opere di street artists ben in vista nel nord barese. L’ospite d’onore individuato nella kermesse è un volto storico e significativo della scena Underground dello stivale: Dj Lugi.
Il rapper di origini etiopi muove i suoi primi passi nella sua terra d’adozione: la Calabria. Una volta a Bologna, si consacra come uno degli esponenti massimi del scena bolognese. “Non c’è limite allo show” è uno dei brani di “9 50”, leggendario album prodotto da Fritz da Cat, al quale partecipano tanti grandi nomi, da Neffa a Inoki a Joe Cassano, allo stesso Lugi. Il pezzo esalta le caratteristiche di quest’ultimo: timbro, grande paroliere e bravo argomentatore, distante dalle ruffianate dello showbiz.
L’ospite ha rivelato i retroscena della sua lunga carriera, fatta di sacrifici e scelte difficili, ma anche di grandi soddisfazioni, nell’intervista a lui dedicata. Ancora una volta dietro un grande artista, si cela il più umile e semplice degli uomini.
Ad aprire le danze le crew andriesi Philosophia Practica e Rapido Istante Click, assieme alle quote rosa Comagatte (Molfetta, Ba), Lady B (Bari), LadyCat Free (Taranto) e ancora il blocco Coratino formato da SKP e Fobia mc. Hanno accompagnato i Djs Big Homer (TA), Daniel Troyo (Andria) e Andrisound (Andria). L’area breaking è stata gestita dal collettivo Cardigan School.
La puntata zero di questa (si spera) lunga serie è andata in scena: tanta gente incuriosita, divertita e incredula che nella città dell’Olio ci fosse posto per eventi simili. Andria Rap On!

 

 

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Luigi Del Giudice
Luigi Del Giudice, alias Drem, nasce a Corato il 21/06/91. Da bambino studia pianoforte e dopo qualche anno abbandona lo strumento per dedicarsi alla scrittura e alle prime, semplici, composizioni. Dal 2007 mette su una band con l'aiuto di Pietro 'Stillah' Santoro, chiamata Drem's Project. L'idea di fondo è quella di fondere la parola parlata dell'Hip Hop senza sequenze o campionamenti, ma con dietro una backing band che suona tutto dal vivo. Nel 2009 vince con il gruppo il suo primo concorso musicale: "Let me Live", contest della sesta provincia pugliese dedicato alle realtà emergenti. Da lì in poi una parabola ascendente che culmina con il trionfo al Senza Etichetta (Torino) nel 2012, che vanta in giuria personalità influenti del mondo della musica come Mogol, Elio e Madaski. Nel 2013 partecipa alla 24esima edizione del festival più longevo d'Italia, il Tavarock, aprendo i Bluebeaters. Pubblica un disco dal titolo Seven Live Session e vanta piazzamenti importanti in concorsi come Hit week (top 20 su circa 300 band italiane) e Contestiamo (contest del live club romano Contestaccio, in cui la band arriva fino alle semifinali). Dal 2011 è nell'Andriaground Family (collettivo con cui organizza eventi di black music) ed è la voce di AndriSound (sound system pugliese). In questi due ultimi progetti ha la possibilità di esibirsi in Yard storiche del barese e non (dall'Eremo Club a Molfetta al Public di Corato). Spinge e supporta tutto ciò che viene dal "sottosuolo".

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