11 euro per Kakà, 26 per Ibra, 150 per Gonzalo Higuain…

“Hey Boys, this is for you!” Quando Hunt, il milionario texano proprietario dell’Fc Dallas, ha sventolato un assegno sotto gli occhi dei tifosi della sua squadra, la Major League Soccer, la massima serie del campionato di calcio statunitense, ha ufficialmente aperto la strada alla rivoluzione economica nel rapporto fra società sportive e tifo organizzato.

Da poco, infatti, in MLS, i club di football hanno introdotto una clausola legata al trasferimento di un proprio assistito, con l’1% della cifra incassata distribuita fra tutti gli abbonati. Una sorta di indennizzo, insomma, un’assicurazione per eventuali cessioni eccellenti durante la regular season.

L’esempio dell’Fc Dallas è destinato a fare giurisprudenza, visto che la dirigenza ha deciso di vendere il capitano dei blues, Fabian Castillo. Nello specifico, per un homegrown player, un giocatore, cioè, cresciuto in casa, il guadagno non è più inerente ai 2/3 della cifra (con la restante parte nelle casse della Lega), ma sale al 75%, vale a dire ai 3/4 delle entrate complessive riguardanti le prestazioni dell’atleta.

D’accordo, il meccanismo è contorto, i supporters, probabilmente, faticherebbero a star dietro a tutti questi numeri, accusando i managers di scarsa ambizione agonistica.

A sbrogliare l’intricata matassa, invece, c’è proprio l’esigua provvigione che spetterebbe ai fans. Nel caso di Castillo, i Dallas hanno accettato 2,8 milioni di dollari che, divisi per i 4600 abbonati, porterebbe nelle tasche del singolo ammiratore, la modica cifra di 6 dollari.
Differente dall’azionariato popolare, tipico, fra gli altri, di Real Madrid e Barcellona, questo nuovo sistema di marketing permette di spalmare gli utili ma, soprattutto, le delusioni.

Pensate a quando Kakà, nel 2009, passò dal Milan al Real per 68,5 milioni di euro. Se la FIGC avesse adottato la stessa ripartizione, i 685mila euro sarebbero stati divisi tra i 25984 abbonati rossoneri, con un guadagno di circa 26 euro a testa. Oppure a quando Ibra volò al Barcellona per 45 milioni più il cartellino di Eto’o. Per i 40mila abbonati nerazzurri il tornaconto sarebbe corrisposto a 11 euro, ma vuoi mettere, a fine stagione, la soddisfazione di vedere il camerunense sollevare la Champions!

È vero, come recitava un vecchio spot, “ci sono cose che non si possono comprare…”, ma gli acquisti infiammano il calciomercato e la fantasia degli appassionati. Così, i 110 milioni che il Manchester United ha pagato alla Juventus per Paul Pogba, avrebbero fruttato 1 milione e 100 mila euro frammentati per i 26217 abbonati dello Stadium. Marotta e Paratici hanno, però, puntato la somma, deflazionata a “soli” 90 milioni, sul capocannonniere argentino, Gonzalo Higuain. Ancora una volta il fiuto per gli affari dei napoletani si sarebbe distinto e, da questo ingarbugliato congegno finanziario, i 6mila cuori del San Paolo si sarebbero portati a casa ben 150 euro!

In un calcio intabarrato da contestazioni, violenze e magagne, ci sarebbe chi, troppo facilmente, si ostinerebbe a baciare la maglia di turno, e chi, pragmaticamente, farebbe una carezza al proprio portafogli.

Fontewikimedia.org
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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.