L’eroe: soltanto una finzione mitologica o esiste anche nella realtà? Achille esiste ancora oggi? E Odysseo? E soprattutto: perché la gente non può fare a meno degli eroi?
L’eroe raccontatoci dal mito è una figura straordinaria e impareggiabile, probabilmente più vicina a un dio che a un uomo. Tuttavia, nonostante questa sovrumana potenza, Achille e i suoi amici non poche volte devono scontrarsi contro l’incombenza del dolore, della morte, del Male. Pian piano, allora, l’eroe scontrandosi con la sofferenza, si umanizza e diventa vero. Qual era, infatti, l’intenzione di Omero e Virgilio se non quella di dare vita ad una figura con la quale la gente potesse identificarsi?
L’eroe classico non prende le distanze dal mondo, non resta apatico sulle pagine di un libro, ma diventa vivo e vuole che chiunque possa essere come lui.
Achille, che ha dato la sua vita per Patroclo, può essere considerato l’eroe dell’amicizia. È solo una finzione mitologica? No. Ad esempio, per i cristiani, c’è stato davvero chi si è sacrificato per i suoi amici e non l’ha fatto perché protagonista di una leggenda, ma di una storia di amore e di amicizia: lo chiamavano Gesù…
Enea è fuggito dalle rovine della sua patria ed è stato eroico nel rifondare una città per la sua gente. Nella primavera del 1978, moriva, assassinato dalle Brigate Rosse, Aldo Moro. Il grande statista italiano, proprio come Enea, aveva capito, che il suo Paese stava andando in rovina, ma, al contrario dell’eroe virgiliano, non è fuggito via. È rimasto al suo posto fino alla fine. Fin quando è eroicamente morto in mezzo alla fiamme che l’eroe troiano non aveva avuto il coraggio di affrontare.
Ettore, che ha lottato per la difesa del suo popolo assediato, è invece l’eroe della sopravvivenza. Ha preso le armi in mano e le ha lasciate solo quando la morte lo ha vinto. Una figura davvero eroica, non c’è che dire, ma più di lui è stato eroe il nostro contemporaneo Mahatma Gandhi. Il filosofo e politico indiano non ha avuto bisogno delle armi, non è salito su un cavallo ed è stato Eroe, proprio perché ha incoraggiato la sua gente a credere che la pace è più forte della guerra.
Insomma, l’eroe classico credeva nell’ambizione e nella gloria personali. Al contrario, nella realtà, è eroe chi si dà completamente agli altri, facendo della sua vita un dono, un’offerta totale del suo amore per l’Amore. Da oggi, dunque, leggeremo l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide con la convinzione che l’eroicità è una responsabilità che tutti, ogni giorno, dobbiamo imporci.
Fabio Volo sarebbe sicuramente della nostra opinione:
“I veri eroi sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se
gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un’officina,
che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama,
ma per la sopravvivenza. Sono coraggiosi. Gli eroi veri non stanno a cavallo”
(Esco a fare due passi, Mondadori 2002)

 


 

 

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Giuseppe Davide Farina
"Ci vuole passione!": furono le ultime parole che mi sussurrò mio nonno prima di morire. Indimenticabili, significative ed emblematiche, incarnano tutta la mia personalità. Urlo di gioia quando segno un goal, il calcio è la mia passione sportiva. Il mio animo è profondamente turbato dagli interrogativi di Socrate e Platone, La filosofia è la mia passione culturale. Instancabilmente curioso, desidero sempre ed appassionatamente approdare ad Itaca, comprendere il senso di ciò che vivo e conosco.

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