“Perché il Canada? Perché abbandoni la nostra terra? Perché vai via? È troppo facile andare via. Chi è veramente capace rimane qui, e con i sacrifici è capace non solo di sopravvivere, ma anche di ritagliarsi uno spazio importante nella società!”

Questo è il mantra di chi mi sta intorno, dei mie concittadini soprattutto. È facile partire, è difficile spiegarne il perché a chi resta.

Sono andato via perché devo conoscere. Sono andato via perché conoscere è la mia forza ed è ciò che un giorno farà la differenza fra me ed un genio. Non sono un genio, ma amo profondamente cambiare contesto, lingua, cultura, abitudini. Siamo fatti per cambiare. Il nostro corpo ne è la testimonianza.

Rimanere nella mia città, avrebbe significato correre meno rischi nell’immediato, ma più rischi nel ‘lungo periodo’, come gli economisti amano definire il futuro. Avrei potuto tranquillamente rimanere alle pendici del Castel del Monte, ma… a che proposito? Non pensate che non me lo chieda ogni mattina.

Mi ritengo fortunato di avere il talento del viaggiare e dell’apprendere le lingue e le culture molto facilmente. A volte credo di aver intrapreso la carriera sbagliata, che avrei dovuto scegliere il linguistico 9 anni fa (oddio, ma sono così vecchio?!). Poi mi rendo conto che scoprire, sperimentare, adattarsi sono capitali che nessuna moneta o investimento potrà eguagliare quando sarò nel mondo del lavoro.

Qui in Canada queste qualità sono molto apprezzate. Non importa essere il migliore dei migliori, importa essere davvero chi sei. Sei libero di esprimerti, di confrontarti e di dar sfogo alle tue vere passioni. Non che altrove sia impossibile. Ma qui in Nord America sto vivendo quell’American Dream di cui tanto si parla. Ci sono le possibilità, ma sono riservate a chi ha passione da vendere.

“Ma che cosa stai facendo in Canada?” A parte (far finta di) studiare, esploro. Mi informo sulla vita in Canada e in Nord America in generale. Adoro i pancakes e gli hamburger. Oh se li adoro! Adoro l’accoglienza dei canadesi, di cui ho avuto modo di parlarvi nella prima Foglia d’Acero. Adoro la loro gentilezza e il loro rispetto del prossimo. Adoro gli scoiattoli, che ogni mattina mi accompagnano in università. Sono molto simpatici ed adorabili. Adoro il mio campus e l’atmosfera che circonda gli studenti. È tutto un “hey!”. Tutti sono adorabili. Tutto è adorabile.

Detto così, il Canada sembra il Paese dei Balocchi. Ma io sono qui per crescere. Sono qui perché il mio obiettivo è far crescere i miei figli a suon di “uannà” e di “ciobbà”. Sogno che parlino 3 lingue: italiano, inglese e andriese. Non sarebbe male farli crescere un po’ a Montréal, la capitale europea del Nord America, dove il bilinguismo e il bi-culturale regnano padroni. Non sarebbe male crescerli a Toronto, che gode non solo della mia stima, ma anche degli attributi per essere definita come una delle città in cui si vive meglio nel mondo. Ci sarà un motivo, no?

Ma perché vi turbo con queste paranoie sull’andare all’estero, sul conoscere, sul bilinguismo e blablabla? Perché spero che le mie riflessioni vi motivino a non perdere la speranza. Andar via da Andria non è bello, ma è necessario se ad Andria volete vivere bene. Andria ha bisogno di viaggiatori, di multiculturalità, di talento. Andria se lo merita. È per questo che, forse con presunzione, ma con molta sincerità, sono fortemente convinto di tornare, un giorno. Ma non ora, hey.

Gianluca Lacedonio


[Foto: www.huffingtonpost.ca ]

 

 

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Gianluca Lacedonio
Sono uno studente di Marketing presso l’Università Bocconi di Milano e di International Business presso la Queen’s School of Business di Kingston (non la Kingston giamaicana, ma una piccola cittadina canadese).  Amo l’inglese, lo spagnolo, le lingue e le culture in generale.  Ho studiato in 3 Paesi diversi, Italia, Svezia e Canada, dove mi trovo temporaneamente per completare il mio percorso di doppia laurea.  Per coltivare il mio sogno - se dovesse interessarvi, avrei il piacere di parlarvene in privato, mica lo rivelo! - ho deciso di abbandonare, temporaneamente (spero), la mia adorata terra per conoscere il mondo.  Se mi chiedessero di descrivermi con due parole, direi: curiosità e viaggio. Sì, ho una smisurata passione per il viaggio. Appena ho un po’ di tempo libero, viaggio. Quando ascolto musica, viaggio. Quando leggo un libro, viaggio. Viaggio per scoprire, viaggio per imparare. Viaggio perché sono curioso. Viaggio perché viaggiare è il modo più bello di conoscere e di arricchirsi. Viaggio perché quando sarò vecchio voglio raccontare storie ai miei nipoti. Viaggio perché, se non viaggiassi, non sarei me stesso.

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