Si sa, dicembre è il mese dei bilanci. Il mese in cui ti guardi indietro e scopri che un altro anno è passato incredibilmente in fretta.

I buoni propositi fatti a gennaio si sono persi quasi tutti strada facendo, forse qualcuno l’abbiamo mantenuto, e qualche altro è già pronto e confezionato per il 2016.

Bene, personalmente direi che il 2015 è stato un grande anno. Ho cambiato tante cose della mia vita: ho sostituito le mie abitudini, mischiato le mie priorità e fatto cose che non pensavo fossi in grado di fare.

Come per esempio preparare la valigia, saltare su un aereo e andare incontro a una ventina di sconosciuti, in terra straniera, per trascorrere insieme dieci giorni alla scoperta di se stessi e di un mondo di possibilità che non avevo idea esistesse.

Sto parlando di una cosa chiamata Erasmus+, un grande ombrello sotto il quale convivono esperienze di scambi culturali, training professionali e servizi di volontariato.
Attivi principalmente in Europa, ma con qualche possibilità di andare anche oltre i suoi confini.
Gratuiti per tutti i partecipanti dai 18 ai 30 anni (in media).

Sorpresi? Scettici?

Be’, sì, all’inizio lo ero anch’io. Cresciamo con l’idea che nessuno ci dia niente per niente e che la parola “gratis” nasconde insidie e trabocchetti.

Questa volta invece è tutto vero.

Non se ne parla abbastanza, questo è il punto. E invece ci sono associazioni e organizzazioni ovunque che ogni giorno mandano ragazzi in giro per tutto il mondo grazie a questi progetti.
Io per prima ci sono finita dentro per caso, quando un pomeriggio d’agosto me ne stavo annoiata a saltellare da un post all’altro su facebook.

Il mio augurio per il nuovo anno? Che altri ragazzi come me possano scoprire un’Europa molto più vicina di quanti essi stessi si possano attendere.

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