Cari amici, vi sono mancato? Non penso!
Avete avuto questa assenza dei miei pensieri perché il direttore di questa barca, quella di Odysseo, mi ha spronato a pubblicare i miei vissuti passati in un libro che ha preso il nome di Pensieri non detti (EtEt Edizioni, Andria 2014).
Ero titubante all’inizio perché l’idea che le mie difficoltà o sofferenze potessero essere di dominio pubblico ed alla mercé di buoni e cattivi, mi spaventava. Però, essendo situazioni vissute e superate, alla fine mi sono detto: “Buttiamoci in questa avventura!”. Lo scopo finale è di denuncia e di sostegno. Di denuncia, nei confronti di chi non fa il proprio dovere con professionalità; di sostegno, a chi aiuta con dedizione al fine di dare voce a chi voce non ha o non la usa.
Parlare di me senza filtri né remore crea stupore in coloro che non credono nelle diverse abilità, crea invece scompiglio di emozioni profonde in chi ci crede.
Vincere i pregiudizi è una battaglia ardua, ma se non si inizia è sicuramente perdente.
Avere davanti a me persone che si sono emozionate e che hanno trattenuto le parole ma non le lacrime, è stato un vissuto nuovo. In passato ho visto solo la mia famiglia piangere per i miei scritti e pensavo: “core di casa”: ma quella sera ero pronto a domande tecniche, di prassi, di spiegazioni, non di emozioni così intense, sbalorditive. Mi sono sentito in difficoltà davanti a tante parole di commozione, tanto che ho sentito la necessità di sdrammatizzare con ironiche battute, che però hanno fatto ridere.
Forte di questo e felice di avere intorno a me tante persone venute per i motivi più disparati: dall’amicizia alla curiosità, alla speranza, all’incredulità o al semplice dovere di circostanza, mi sono sentito tra il super eroe ed il fenomeno da baraccone, ma ho colto anche quello che più ho amato, cioè sentimenti ed emozioni nei confronti di un ragazzo con autismo che ha lottato e lotta contro la sua patologia.
Ringrazio tutti, perché regalare un pomeriggio a me e alle mie parole è stato un gesto rivolto all’autismo, ringrazio chi mi è ostile, perché parla di me, ma soprattutto ringrazio chi mi vuole bene, chi mi ha sempre sostenuto ed incoraggiato.

Carlo Ceci Ginistrelli


[Foto di copertina: Domenico Canciani]

 

 

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Carlo Ceci Ginistrelli
Presentazione poco presentata! Pensare di presentarmi mi sorprende! In genere sono presentato o da scartoffie o da qualcuno che riesce ad usare la voce e il mio compito è di testimoniare chi sono. Quindi sono in confusione. Vi dico solamente che mi chiamo Carlo Ceci Ginistrelli, sono andriese e sono fiero di esserlo, e che sono nato il 3 aprile 1993 . Il resto questa volta lo scoprirete strada facendo.

1 COMMENTO

  1. Ciao Carlo, io ero alla presentazione del tuo libro, nella tua scuola, e sono stata tra quelli che non sono intervenuti perché troppo commossi con il sorriso sulle labbra, grazie a te e grazie al fatto che sono zia di un bambino con autismo che ha riscontrato in te molti tratti appartenenti anche a mio nipote. Spero che da grande possa diventare come te e che riesca a superare i suoi blocchi nello scrivere e nel comunicare con chiunque e ovunque. Mi hai dato speranza. Il tuo libro (che ho letto in un’ora!), è straordinario ed è di forte insegnamento per tutti noi. Grazie!

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