Edoardo Ceci Ginistrelli, giovane “cervello” andriese, lascia la sua Città per studiare al Politecnico di Torino e di lì iniziare un viaggio di ricerca che lo porterà lontano: sua la scoperta di una fibra ottica “bioriassorbile”. Ci spiega cos’è…

Who?

Edoardo, nato ad Andria ed ex studente del Nuzzi. Appassionato di chimica, fisica e generalmente di scienze. Curioso di natura. Dopo la Laurea Magistrale in Ingegneria dei materiali ho proseguito gli studi di Dottorato, lavorando con il gruppo del Prof. Daniel Milanese.

When?

La ricerca inizia nel 2015 e prosegue fino ad oggi. L’ultimo lavoro è stato pubblicato a Giugno.

Where?

Politecnico di Torino.

What?

Durante la mia ricerca ho sviluppato un nuovo tipo di fibra ottica “bioriassorbibile”, cioè in grado di essere decomposto dai tessuti biologici senza effetti nocivi per gli organismi. Sono partito dall’utilizzo di materiali già esistenti (i biovetri) ed ho lavorato in modo da renderli sufficientemente puri e trasparenti da essere utilizzati in ottica. In seguito, abbiamo usato questi materiali per la produzione di fibre ottiche.

Nell’ultimo anno abbiamo iniziato una collaborazione con il Politecnico di Milano, (gruppo prof. Pifferi). Il gruppo lavora su una tecnica denominata “spettroscopia dei mezzi diffondenti” questa tecnica permette, tramite l’uso di un laser impulsato, di analizzare i tessuti biologici, ricavando informazioni sulla composizione, lo stato di salute, l’andamento di eventuali processi biologici. Questa tecnica è particolarmente interessante perché poco invasiva, e potenzialmente permetterebbe di accedere ad aree delicate e poco note del corpo umano. Primo fra tutti il cervello.

Why?

Una fibra ottica è in grado di trasportare la luce in aree poco accessibili del corpo umano. La luce può poi essere usata in vari modi:

– per effettuare delle analisi, ricavando informazioni utilissime sul contenuto di lipidi, di acqua, stato di ossigenazione ecc., questo può fornire informazioni (ad esempio) su processi di cicatrizzazione

– per effettuare delle terapie con l’utilizzo di un laser: un esempio è la terapia fotodinamica utilizzata nella lotta ai tumori. Questa terapia richiede la somministrazione di un farmaco che viene poi attivato da una sorgente luminosa. Ad oggi il farmaco viene somministrato per via sistemica, con fastidiosi effetti collaterali per il paziente, che deve rimanere al buio per lunghi periodi di tempo. Stiamo sviluppando delle speciali fibre ottiche cave in grado di somministrare il farmaco direttamente nella zona di interesse, e contemporaneamente guidare la luce esattamente nel punto desiderato. In questo modo speriamo di accedere a tessuto profondi del corpo umano, dove oggi non è possibile praticare alcun tipo di fototerapia.

È possibile che un giorno molte procedure sia di diagnosi che di terapia, che oggi richiedono l’ospedalizzazione, possano essere effettuate tramite apparecchi molto più piccoli e trasportabili. In un futuro non troppo lontano potremmo uscire da una sala operatoria in modo molto meno traumatico, portando addosso un apparecchio basato su fibre ottiche in grado di monitorare in tempo reale il nostro stato di salute e l’andamento della nostra convalescenza.

What’s next?

Sono necessari ancora molti studi prima di poter applicare queste tecniche in chirurgia, l’iter prevede prima dei test su animale, poi trial clinici ed infine l’approvazione da parte di enti competenti. È probabile che questo iter richieda diversi anni. Ad oggi i colleghi milanesi hanno testato con successo le nostre fibre per l’analisi di tessuti ex-vivo (un petto di pollo!). Stiamo lavorando per valutare il comportamento delle fibre impiantate in-vivo. Speriamo di iniziare a breve dei test.

Special thanks…

I colleghi con cui ho lavorato in questi anni sono stati fondamentali. Il prof. Milanese, che ha creduto nel progetto e mi ha guidato nel lavoro e nella ricerca, dandomi la possibilità di viaggiare ed imparare moltissimo in questi anni. Diego Pugliese e Nadia Boetti, gli assegnisti post-doc con cui lavoro quotidianamente e insieme ai quali abbiamo sviluppato il vetro e le fibre bioriassorbibili. Il prof. Davide Janner, entrato al Politecnico lo scorso anno, che gestisce la leadership del gruppo insieme al prof. Milanese.

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

4 COMMENTI

  1. Congratulazioni Edoardo!
    Fin dal biennio si intravedeva in te una chiara propensione per lo studio e la ricerca scientifica; sono fiera di averti in qualche modo accompagnato a diventare quello che sei.
    Un caloroso abbraccio
    sempre “tua prof”

  2. Ciao Edoardo, complimenti per il tuo lavoro. E’ una bellissima notizia. Un abbraccio e arrivederci alla prossima danza.
    Ps: abbiamo danzato insieme presso la villa dei tuoi genitori ad Andria ricordi?
    Armando.

  3. Cara Prof! Grazi mille. Le lezioni di chimica sono sempre state le mie preferite (ok, non me ne vogliano gli altri prof!) e molto importanti per gli studi successivi. Qui al Politecnico ho avuto la fortuna di lavorare con dei colleghi eccellenti, questi risultati sono il frutto di un lavoro di gruppo!

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