Ed è goal! Ciccio ce l’ha fatta, goal!!

Il San Filippo di Messina esplode in una bolgia, la gente impazza di gioia e si abbraccia, si capisce subito che questa non è una storia normale. Flashback: ripartiamo, a tempo fermo, da quel 24 Ottobre 2015. Si gioca Messina-Lupa Castelli Romani. La corte messinese, stretta attorno all’esperienza di mister Arturo Di Napoli, disputa nelle prime 7 giornate un campionato da favola, superando ogni più ardua aspettativa dei tifosi. I giallorossi sognano il primato e la fuga solitaria arriva: 48 primi e 27 secondi, il San Filippo in delirio abbraccia il suo beniamino, Salvemini l’ha messa dentro e affonda la Lupa. L’esultanza: Francesco corre, rattiene le lacrime di gioia, Francesco corre ma nessuno riesce a fermarlo anche solo per rubargli un abbraccio, Francesco corre, “nun ce sta nulla a fa’ ”: è il più veloce di tutti.

Lo è sempre stato e la sua storia parla per lui. Nasce il 25 Settembre 1996, ad Andria. La vita non lo aspetta, si abitua a rincorrerla sin da subito. Ha una bella famiglia, e si forgia nell’amore che papà, mamma e nonni gli donano. Ma Ciccio, come tutti lo chiamano, è “il grande” di famiglia e non passa molto tempo che subito deve occuparsi del piccolo Pachi, facendogli da padre.

Sin da piccolo gioca nella sua città locale, passando per tutta la trafila delle giovanili. Gli anni trascorrono veloci, ma lui sembra essere ancor più veloce: i mister che lo allenano sono impressionati, la sua forza fisica e mentale abbinate al suo talento fuori dal comune lasciano di stucco proprio tutti.

Tutti i numeri di un predestinato: i 14 goal in 23 presenze nelle Beretti dell’Andria Bat, nella stagione 2011-2012, consentono alla compagine andriese l’accesso alla final eight nazionale. Juve, Genoa, Napoli e Parma già sognano di accaparrarsi il classe ’96 sbalordite dalla sua forza fisica, equiparabile a quella di un torello, abbinata ad una sorprendente tecnica sopraffina che ricorda, un parallelo azzardato sì ma indiscutibilmente indicativo, quella di Zinedine Zidane.

Ciao Francesco! Tu e la sfera di cuoio sembrate avere un rapporto davvero particolare. Quando e come è nata la passione per il calcio?

È nata con me, ne sono sicuro! Mamma Anna me lo ricorda sempre: non avevo ancora compiuto il primo compleanno e, nel girello, già scalciavo palle e palline. Sentivo la passione trasformarsi in bisogno e, ora come ora, del calcio non riesco più fare a meno. Ma, vi prego, chiamatemi Ciccio!

Ciccio allora, la tua vita, calcistica e non, è sempre stata in salita. Il sacrificio è il pane dei tuoi successi. Ma, tutto questo sudore non ti stanca? Hai mai pensato di mollare?

Ho in mente sempre le raccomandazioni di mio nonno Pasquale: “Ciccio, non farti mai dire da nessuno che non sai fare qualcosa!”. La mia testardaggine, la voglia di arrivare, si forgiano su queste parole. Pur essendo giovane e agli inizi della carriera, ho avuto dei trascorsi poco facili, su cui non gradisco soffermarmi. Ma, mai, e giuro mai, ho pensato di mollare. La famiglia e il coraggio mi sono state amiche e il sacrificio, si sa, è il prezzo da pagare per provare ad arrivare dove tutti sognano.

Ora sei al Messina e pare che mister Arturo Di Napoli creda molto nelle tue potenzialità. La fiducia di cui godi, però, sembra fondarsi sul tuo recente passato. Gli anni trascorsi nelle giovanili della compagine andriese sono stati fantastici, ti va di raccontarceli?

Sì, confermo quanto hai detto. Ora sono al Messina, una squadra con una storia e dei tifosi leggendari. Sono infinitamente grato al mister per la fiducia che nutre nei miei confronti. Di Napoli cura nel dettaglio ogni minimo particolare tecnico-tattico e io non posso far altro che crescere calcisticamente e cercare di ripagarlo dando il massimo in campo. Nondimeno, posso rinnegare gli anni ad Andria: sono stati indimenticabili! Ricordo, in particolar modo, la stagione 2011-2012 trascorsa negli allievi nazionali guidati dal mister Vito Fanelli. Mi ha insegnato tanto e sotto la sua aurea protettiva ho trascorso la mia stagione più prolifica. Ci ha trascinati fino alle finali di Chianciano, lo ringrazio ancora molto.

Tutte le big di Serie A erano pronte a scommettere sul tuo talento, ma chi ci ha creduto fino in fondo è stata la Ternana. Come hai vissuto il tuo trascorso in terra Umbra, lontano da famiglia, amici e… fidanzata?

Sono sincero, non è stato per nulla facile. A 17 anni, lontano dalla famiglia, a cui sono molto legato, ho trascorso 2 anni non facili a Terni, per di più sommati a non pochi infortuni. La svolta, però, è arrivata negli ultimi sei mesi. Mister Durante, che approfitto per salutare e nei cui confronti nutro parecchia ammirazione, ha sempre dimostrato di credere in me. La fiducia, nel calcio, si sa, conta molto. Siete parecchio curiosi a chiedermi di Alessandra (ride, ndr)! È una ragazza fantastica, fuori dal comune. Nonostante la nostra giovane età, siamo insieme da tanti anni e lei non perde occasione per starmi accanto e dimostrarmi la sua forza.

A Messina, in Lega Pro, a 19 anni, stai vivendo la tua prima vera esperienza al livello professionistico. Le ottime prestazioni e il gol alla Lupa Castelli non fanno che confermare il vero che c’è nel tuo talento. Ti va di sognare in grande?

Traggo molto dagli insegnamenti ricevuti e mi hanno sempre insegnato che sognare non costa nulla! Tuttavia, è anche vero che bisogna volare a bassa quota e crescere lavorando sempre nell’umiltà! Per ora ho un unico obbiettivo, quello di spendere tutto me stesso fino all’ ultima goccia di sudore. Il resto arriverà.

Si sprecano i paragoni nei tuoi confronti. Ma tu, Ciccio, a quale calciatore ti ispiri sul serio?

Non ho dubbi, mi piace molto Hulk! Il brasiliano non manca mai di impressionarmi: è sbalorditivo come riesca ad abbinare i suoi piedi incantevoli, ad una forte e robusta struttura fisica.

Francesco, siamo ai saluti. Ti siamo grati per il tuo tempo e la tua disponibilità. Questo è il tuo momento: ti va di ringraziare qualcuno in particolare?

Se sono qui, lo ripeto continuamente, è grazie al sostegno della mia famiglia. Colgo l’occasione di ringraziare anche i miei due procuratori, Bruno e Paolo, a cui devo molto. E quindi, tutti coloro che si offrono a me ogni giorno per farmi crescere. Sono io a ringraziarvi, è stato un piacere!

Questo è Francesco Paolo Salvemini, genio umile. Corri Ciccio, alza la testa e non fermarti, facci esultare ancora. Segna per noi, CheccoPà!

 

 

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Giuseppe Davide Farina
"Ci vuole passione!": furono le ultime parole che mi sussurrò mio nonno prima di morire. Indimenticabili, significative ed emblematiche, incarnano tutta la mia personalità. Urlo di gioia quando segno un goal, il calcio è la mia passione sportiva. Il mio animo è profondamente turbato dagli interrogativi di Socrate e Platone, La filosofia è la mia passione culturale. Instancabilmente curioso, desidero sempre ed appassionatamente approdare ad Itaca, comprendere il senso di ciò che vivo e conosco.

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