IL PRESENTE ED IL PASSATO IN UNA STRETTA DI MANO

Questo è un racconto, il racconto del mio 4 marzo. Questo è un racconto che dedico a quelle persone che credono in un sogno e sanno custodirlo in silenzio ma con grande tenacia, perché in fondo i sogni sono di chi non ha paura di sognare.

Sono passati ventotto anni da quando, piccola piccola, a casa guardavo con occhi stupiti tre persone che recitavano in una maniera alquanto buffa. Ma chi sono? Che recitano?

Erano Anna Marchesini con tanti capelli neri, degli occhi espressivi e pieni di luce, un fisico bellissimo ed una voce dal tono travolgente, Massimo Lopez dai lunghi baffi, dalle imitazioni sopraffini e fuori dal comune, dal viso simpatico, Tullio Solenghi brioso e di grande professionalità, ago di una bilancia che vedeva da un lato l’intransigenza di Anna e dall’altro la grande allegria di Massimo, era semplicemente il Trio.

Da allora non mi sono mai più allontanata da loro, e non so perché, perché un perché forse non c’è.

A casa si seguivano i loro sketch ma io sono sempre andata oltre tutto questo, leggendo di loro, studiandoli e legandomi ad ogni vissuto della loro vita a sentirli quasi parte della mia.

Per tanti forse sono stata e sono tuttora esagerata nelle mie manifestazioni di spiccato interesse e affetto nei loro confronti, eppure oggi posso dire che se non fosse stato per questo sogno custodito per così tanto tempo con tanta, tantissima tenacia, non sarei qui a scrivere queste righe.

Il trio mi ha cullata e cresciuta da quando avevo cinque anni, so tutto a memoria di loro, sognavo di vederli a teatro ma non era mai semplice, erano sempre lontani da qui, da me, ma io li ho aspettati a lungo.

Si sono separati senza mai separarsi veramente, come se fossero legati da un amore che in realtà non può finire davvero.

Due anni fa finalmente ho coronato il sogno di vedere Anna, e fare in tempo a salutarla, poi lei ha spiccato un grande volo in cielo, un cielo limpidissimo nel quale merita di essere coccolata dagli angeli.

Pochi mesi fa ho visto Massimo in uno spettacolo stupendo, pieno di emozioni.

Lo scorso 4 marzo il sogno è continuato.

Altamura, vicoli, cattedrale, foto, passeggiate mano nella mano di una persona speciale, risate, e poi… si gira un angolo di un vicolo, ho girato tanti angoli di tanti vicoli, ma questo ha il profumo di un presente che incrocia il passato. Questo vicolo e questo angolo si intrecciano e mi fanno vedere a pochi metri un uomo dai capelli bianchi, scarpa ginnica e occhiali da sole che parla al cellulare.

Mi fermo sbigottita e incredula chiedendomi continuamente se i miei occhi vedessero bene, eh sì, vedevano benissimo, era Tullio Solenghi.

Dopo aver realizzato che avevo davanti a me un presente vecchio 28 anni, ho sorriso e mi son detta che questo era il mio momento, e così Tullio ed Alessandra si sono presentati ed hanno anche fatto una foto insieme.

Ma non finisce qui, perché Tullio entra nel mio stesso ristorante per raggiungere Massimo, mancava solo Anna, che in qualche angolo sicuramente avrà fatto il suo inconfondibile urlo e avrà pensato vedi quei due che combinano senza di me, e vedi quella lì, Alessandra, tenace la ragazza.

Eh sì, proprio tenace, perché dopo ventotto lunghi anni ha fatto anche una foto con Massimo e Tullio che le hanno detto” allora ti abbiamo proprio cresciuto con il Trio”.

Come si può scrivere delle emozioni?

Provo a mettere insieme tanti pezzettini, tanti personaggi, tanti momenti della mia vita in cui un ricordo del trio compare.

Avrei voluto chiedere mille cose, raccontar loro molte cose, dir loro quanto sia bello quello che hanno fatto, quello che hanno scritto, come mi hanno fatto ridere in quelle giornate veramente dure e come il loro incontro di ieri sia stata una goccia in più di allegria ad una giornata che profumava già di felicità.

Alla fine sono stati loro, Massimo e Tullio a dirmi tante cose.

Palchetto 11, un numero per me non casuale, posto 3 come il trio, li ho guardati cantare, ballare, scherzare, imitare, regalandomi il dono più bello, il sorriso, così come quando ero bambina davanti alla tv, li ho guardati ancora una volta con incanto.

Massimo e Tullio, però, mai scontati, ma sempre introspettivi e sensibili mi hanno regalato anche un momento di grande commozione ricordando la loro amica di viaggio, Anna.

Allora ho davvero sentito un nodo alla gola e delle lacrime scendere sul viso.

Non mi interessa cosa fai per guadagnarti da vivere, voglio sapere cosa ti fa soffrire e se sogni ancora di incontrare il desiderio nel tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se rischieresti di sembrare ridicolo per amore, per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna, voglio sapere se quando hai toccato il centro del tuo dispiacere, hai sconfitto i tradimenti della vita o ti sei inaridito per la paura di soffrire ancora.

Non mi interessa sapere chi sei e come sei arrivato fin qui. Voglio sapere se riesci a rimanere al centro del fuoco con me senza ritirarti.

Non mi interessa sapere cosa verrà dopo di noi. Voglio sapere se potrò ancora prenderti per mano, se avrò ancora il privilegio di specchiarmi nel tuo sorriso.

Voglio, vogliamo sapere se anche nell’emozione di quell’istante, nel gioco inesauribile dell’essere stati in scena accanto a te, anche oggi che sera dopo sera ripetiamo quel nostro magico gioco, tu sei ancora qui accanto a noi, Anna.

Queste parole hanno segnato il mio cuore, e di tutta questa voglia di sapere, so che Anna, Massimo e Tullio erano lì insieme, perché hanno saputo vivere una vita degna di stima contraddistinguendosi sempre come persone dall’alta moralità e sensibilità, fuori dal comune.

Sento di ringraziarli per avermi regalato le più semplici e profonde emozioni con le quali mi piace vivere.

Un grazie a Vito che mi ha seguito ieri in questo sogno, ai miei genitori che hanno sempre supportato la mia passione, a mia sorella e Francesca che mi hanno visto imitarli in ogni dove, a chi sa che i sogni si trasformano in realtà quando sono sempre vivi nel nostro cuore.

Che il trio sia con voi, come dicevano Anna, Massimo e Tullio.

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Alessandra Gattullo
Nata ad Andria il 28 agosto 1985. Laureata in lettere moderne con indirizzo filologia moderna presso l'Università degli studi di Bari il 21 luglio 2011, abilitata all'insegnamento presso l'Università degli studi di Bari il 21 luglio 2015. Docente di lettere presso scuola secondaria di 1^ grado. Amante del teatro, di cinema, delle letture interiori e profonde che ti arricchiscono. A scuola cerca di essere una professoressa moderna ed aperta al dialogo costruttivo con i suoi ragazzi, non dimenticando mai l'importanza dell'educazione ed istruzione per una società migliore.