Il fenomeno cinematografico del momento…

Il fenomeno cinematografico del momento è, senza dubbio, Dunkirk, pellicola co-prodotta, scritta e diretta dal regista Christopher Nolan. Ed è esattamente come in tutti i precedenti lavori di Nolan che il soggetto prende vita quando meno te lo aspetti. Ad un periodo storico ben inquadrato (ci troviamo, infatti, in piena Seconda Guerra Mondiale) fa da contraltare un punto di vista sempre diverso, personale nelle tecniche di ripresa e sui generis nell’approccio ad inquadrature girate su pellicola formato 65 mm, con piani-sequenza alternati a pratici effetti speciali per vere imbarcazioni ed autentici aeroplani dell’epoca.

Tre prospettive, dicevamo, tre differenti linee narrative. Il molo, il mare, il cielo, luoghi che si intrecciano, con legami spazio-temporali, in perfetto stile “Memento”, ad una settimana, un giorno e un’ora, la rispettiva durata di esperienze belliche relative ai diversi personaggi del plot, epifanici protagonisti di sangue inglese che, dalle spiagge di Calais e Dunkerque, si alleano con i Transalpini per liberare, nel 1940, la Francia dall’invasione nazista.

La maschera di “Batman”, stavolta, perde le sfumature dark dello stereotipato eroe per assumere le comuni ma, al tempo stesso, straordinarie sembianze del neofita marinaio Mark Rylance, tornato britannico dopo l’interpretazione russa ne “Il ponte delle spie”, e del pilota aereo Tom Hardy, forse sacrificato da una museruola che, alla stregua del nemico “Bane” nell’ultimo capitolo della trilogia dedicata al pipistrello DC, gli limita capacità espressive che, ormai, la Hollywood commerciale gli riconosce.

Il cantante Harry Styles, Fionn Whitehead, Damien Bonnard, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, James D’Arcy ed il pretoriano di Nolan, Cillian Murphy, completano il cast di un’opera concepita come kolossal ma che, probabilmente, perde occasione di sferrare un pugno nello stomaco dello spettatore per trasmettere, invece, un’ideologia emotiva troppo poco cruda per i sanguinari di qualsiasi conflitto o battaglia.

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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.