Vi è mai capitato di apprezzare in modo particolare uno spot pubblicitario?
Quando succede, riusciamo a ricordarlo, anche a distanza di tempo, per svariati e soggettivi motivi: ci piacciono il prodotto e la sua comunicazione, ci colpisce l’ironia, la spettacolarità oppure semplicemente ci emoziona il suo messaggio chiaro ed efficace. È proprio questo il momento in cui la pubblicità si fa più bella di quello che comunemente si pensa.
Un esempio per tutti è il caso di Dove, uno dei marchi di punta del gruppo Unilever, che da anni gestisce in maniera impeccabile un posizionamento di marketing e comunicazione chiaro a tutti e perlopiù a tutte: “Sei bella così come sei”.
Ricorderete sicuramente il primissimo film lanciato dal brand con una modella come protagonista e pochi minuti utili a spiegare l’uso (e troppo spesso abuso) di photoshop come filtro della realtà, soprattutto nel settore fashion e beauty.

Nel corso degli ultimi 7-8 anni, collaborando con numerose istituzioni come quella scolastica, il marchio ha rafforzato questa coraggiosa scelta di comunicazione dando sempre più voce a donne “normali”, eliminando ogni artificio e lasciando il prodotto sullo sfondo.
Più recentemente l’effetto virale dei video proposti da Dove non ha tardato a farsi sentire ancora con “Sei più bella di quanto pensi”. Pochi emozionanti minuti per dimostrare quanto diverso sia il modo in cui guardiamo noi stesse, sottovalutandoci, rispetto a come siamo realmente percepite dall’esterno.

Ancora una volta, proprio qualche mese fa, per porre l’accento sulla negatività di soluzioni cosmetiche finalizzate a contrastare il naturale corso della vita con promesse del tutto forvianti, Dove propone un curioso esperimento utile a farci rendere conto del ruolo centrale della psiche nella percezione che abbiamo di noi stesse e a convincerci che BEATY IS A STATE OF MIND.

È innegabile che, trattandosi di pubblicità, l’obiettivo ultimo sia vendere, ma farlo guidando ogni consumatrice a guardarsi con occhi diversi mi fa venir voglia che tutta la pubblicità fosse di questo genere.
Voi come la vedete e vi vedete?

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Marina Civita
Prima in Spagna ora a Milano, sono lontana ormai da quattro anni dalla terra natia pur di inseguire i miei sogni legati principalmente alla comunicazione (digital e non solo), alla musica (tutta, salvo qualche piccolissima eccezione), danza, viaggio e scrittura. Dove trovarmi? La maggior parte del tempo a lavoro in Ambito 5 oppure, se siete lontani da Milano, potete cercarmi su Instagram come @marixina, su Twitter come @mery_ci e sugli altri canali, come anche su www.nonconvenzionale.com (magazine online per il quale scrivo di tanto in tanto) con mio nome e cognome: Marina Civita.

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