Qualcuno ricorda di aver visto la stanza da letto di De Gasperi, di Moro, di Berlinguer, di Craxi?

Di Salvini, il ministro di Polizia, conosciamo anche il lettone con la sua Elisa Isoardi, ormai sua ex. Perché di un uomo di governo e capopartito si debba conoscere la sua vita a fumetti, io non riesco a immaginarlo. Forse perché ha perso la testa per una donna dello star system culinario, o forse perché lei vuol darci la prova di aver giaciuto con lui, prima di mandarlo a quel paese? Lui abbocca al giochino, perché? È un dispetto a lei o è una prova di machismo che “deve” ai suoi elettori? Tutte e due le ipotesi sono buone, per mandare lo stesso messaggio: guardate, cari leghisti, che il vostro duce non si fa mancare nulla, come i Capi veri, anche se poi le donne non sono tutte Claretta Petacci.

Vabbè, a me di Salvini come persona e come macho esibito, non importa nulla, perché ho un’età ragguardevole e la memoria sufficientemente affidabile per ricordare che, gli statisti della prima Repubblica erano gelosi delle loro vite private, erano sobri nel mescolare la politica con gli amori, salvo rare e chiacchierate eccezioni, erano fermi nel non mescolare il lettone con il Consiglio dei ministri. Qualcuno ricorda di aver visto la stanza da letto di De Gasperi, di Moro, di Berlinguer, di Craxi? Qualcuno ricorda di effusioni in pubblico con donne? Ma neanche con le loro mogli! Loro erano consapevoli di essere uomini della politica e di governo, il resto restava affare loro e basta. Si usa dire che ormai è così, il mondo è cambiato: la solita pezza a colore per giustificare tutto. La gente sobria esiste ancora, anche se prevale l’esibizionismo.

Vedete, Salvini, che prova a fare il Truce, è in fondo un ragazzino famelico ed esibizionista. Mai una parola “politica”, sempre una sguaiataggine da bullo, e il bullo esiste se esiste la pupa, è un classico. Quindi di lui sappiamo tutto, la prima moglie e il figlio, la seconda moglie e l’altro figlio, poi la soubrette del momento di cucina. Insomma l’Uomo con la maiuscola che c’è in lui, e anche un po’ fuori di lui, anche quando si tuffa in piscina per ben tre bracciate. Il rosario e la Bibbia nei comizi, perché anche i Cristiani veri sarebbero come lui, Dio perdoni! Fuori di casa lo conosciamo, ghigno ridens, pugno duro, sushi e champagne, ostriche e Chardonnay. Della sua intimità ci mancano i servizi o i doppi servizi, perché Salvini è uno che si allarga e perché il cesso aiuta a capire gli uomini.

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Antonio Del Giudice
Pugliese errante, un po’ come Ulisse, Antonio del Giudice è nato ad Andria nel 1949. Ha oltre quattro decenni di giornalismo alle spalle e ha trascorso la sua vita tra Bari, Roma, Milano, Palermo, Mantova e Pescara, dove abita. Cominciando come collaboratore del Corriere dello Sport, ha lavorato a La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese sera, La Repubblica, L’Ora, L’Unità, La Gazzetta di Mantova, Il Centro d’Abruzzo, La Domenica d’Abruzzo, ricoprendo tutti i ruoli, da cronista a direttore. Collabora con Blizquotidiano.  Dopo un libro-intervista ad Alex Zanotelli (1987), nel 2009 aveva pubblicato La Pasqua bassa (Edizioni San Paolo), un romanzo che racconta la nostra terra e la vita grama dei contadini nel secondo dopoguerra. L'ultimo suo romanzo, Buonasera, dottor Nisticò (ed. Noubs, pag.136, euro 12,00) è in libreria dal novembre 2014. Nel 2015 ha pubblicato "La bambina russa ed altri racconti" (Solfanelli Tabula fati). Un libro di racconti in due parti. Sguardi di donna: sedici donne per sedici storie di vita. Povericristi: storie di strada raccolte negli angoli bui de nostri giorni. Nel 2017 ha pubblicato "Il cane straniero e altri racconti" (Tabula Dati).

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