18 anni di gare (e vittorie) … e non sentirli! Intervista a Francesca Di Bari

Quando sfogliamo pagine web, giornali, e libri sportivi apprendiamo le gesta di personaggi che hanno scritto la storia dello sport, in una età compresa tra i 20 e 35 anni. Ebbene Francesca di Bari oramai non è più una “teenager”, almeno all’anagrafe, eppure ha compiuto un’impresa degna delle più note testate giornalistiche: ha vinto il campionato di maratona del Corripuglia, nella sua categoria, la F55, che comprende le donne tra i 55 e i 60 anni. Nonostante la maratona non sia un gioco da ragazzi, il Corripuglia lo è ancor meno: esso consiste in un campionato e, come tutti i campionati, è costituito da varie tappe le quali si susseguono lungo tutto il tacco italiano. Ogni domenica una gara, dalle città più importanti ai posti più sperduti della Puglia ed ogni volta occorre conquistare degli ottimi piazzamenti per poter avanzare in classifica. Ecco, Francesca ha vinto questa arcigna corsa a tappe.

Ciao Francesca, innanzitutto spieghiamo ai nostri lettori qual è il titolo da te conquistato.

Sono diciotto anni che corro e la vittoria del Corripuglia è stata il coronamento di una carriera costellata da tanti premi e soddisfazioni, come l’aver vinto il campionato regionale, il campionato italiano o il Trofeo delle “tre caravelle” (corsa organizzata su tre distanze: 12km, 21 km e 42 km) in quel di Bari. Tuttavia, questa vittoria mi riempie di enorme felicità, in quanto deriva da una estenuante sacrificio di un anno ed è stata conseguita nonostante un infortunio nei due mesi finali. Ci tenevo troppo ad aggiungere nella mia bacheca questo trofeo, per cui ho stretto i denti e sono andata avanti, senza mai fermarmi senza mai percorrere un metro camminando. Sento però di dovere un ringraziamento sincero a tutti gli amici dell’AMA (Associazione Maratoneti Andriesi, ndr) e in particolare alla mia amica Valentina Leo: senza di loro non sarei mai riuscita a cogliere questo obiettivo.

FV[Francesca in gara con l’amica Valentina Leo]

Non sei più, ormai, una “ragazzina”: cosa significa correre per una signora che ha superato i 55 anni?

Io ho sempre corso soprattutto per me stessa ed ogni gara portata a termine era una vittoria su me stessa, era un modo per superare i miei limiti. I miei tempi miglioravano sempre più ed io ero incredula nel vederli realizzare e, ancora oggi, quando corro, mi sento viva, ho una forza che esplode dentro me e mi dà una carica di gioia. Inoltre la corsa ha una caratteristica fondamentale: ti completa come persona in quanto ti dà dei valori come l’amicizia, il sacrificio, l’amore per la vita.

Da dove trae radici questa passione per la maratona?

Se corro lo devo in particolar modo ad una mia amica, Isa Tondolo. Circa 18 anni fa, fu lei a spronarmi a intraprendere il mondo della corsa. Io frequentavo una palestra, perché sono da sempre un’amante dello sport, ma la maratona mi rendeva timorosa: avrebbe tolto molto tempo alla mia famiglia. Nonostante ciò, fui sommersa da questo mondo dal quale non sono più riuscita ad emergere, ma solo perché sono io che non voglio venirne a galla. Dopo ogni allenamento, torno a casa mai sfinita, ma sempre con una carica di adrenalina che mi fa affrontare le giornate in modo positivo.

francesca[Francesca Di Bari in “azione”…]

Dunque, “sacrificio” non è una parola brutta?

Per nulla! Per me, correre mi rende una persona fortunata. Portare a termine una gara che sia di 10 km o che sia una maratona, non è stato mai una sacrificio, perché non mi è mai costato fatica. Sono sempre arrivata sulla linea del traguardo sulle mie gambe e ciò mi rende fiera e qualcosa che ti rende orgogliosa e gaia non può essere definito sacrificio.

Ama[Francesca Di Bari con una parte della “famiglia” AMA, al suo fianco, il primo in basso a sinistra, è il presidente Mimmo Lorusso]

Qual è stata la tua gioia più grande?

C’è da premettere che ogni gara per me è una gioia, ma la ciliegina sulla torta è una gara in cui io non ho ricevuto premi: la maratona di Firenze nel 2010. Ogni singolo chilometro dei quarantadue totali, è stato una montagna, in quanto percorso sotto una pioggia scrosciante. Correre per una distanza simile è un’impresa e farlo contro agenti atmosferici come lunghe e pesanti piogge e poderosi venti è qualcosa di epico.

Consiglieresti questo sport ad un giovane?

Lo faccio costantemente, anche con i miei figli. Non costa nulla mettersi delle scarpe da ginnastica ai piedi e andare in villa, anche per una passeggiata. Io lo dico sempre: la corsa è qualcosa che pulisce la mente, il cuore e in special modo l’anima!

Damiano Farina

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