Cosi scriveva Charles Lamb, scrittore e drammaturgo inglese. Come dargli torto, infatti più sono a contatto con gli alimenti, più sono convinto che da essi, possiamo imparare molti insegnamenti essenziali.
Ci sarà capitato dopo una pizza tra amici, di pagare gli interessi durante la notte. Mi spiego meglio: vi siete mai svegliati di notte con tanta sete? Provo a spiegarvi le cause:
1. Abbiamo mangiato una pizza con molti condimenti;
2. Nell’impasto della pizza, c’era una percentuale eccessiva di sale;
3. Un’incompleta lievitazione dell’impasto

È bene soffermarci sulla lievitazione dell’ impasto: quella ottimale avviene ad una temperatura di 30-32 C, tenuto in posa per circa 2 ore.
Essa deve essere lenta..e soprattutto con la giusta dose di lievito!
Passate le due ore di lievitazione, il prodotto va steso, condito e infornato.
Se anticipassimo la lievitazione, i lieviti non scinderebbero del tutto i polisaccaridi (da amido) in monosaccaridi (in glucosio), col risultato che durante la cottura, la pizza si brucerebbe con facilità.
Invece se solo rimandassimo per poco più di mezz’ora, l’impasto si “sgonfierebbe”. I lieviti continuerebbero a produrre sempre più cataboliti (Co2) e il glutine (la “retina”) formatasi, non riuscirebbe più a trattenere la presenza di anidride carbonica. Dunque il risultato, sarebbe un prodotto mediocre sia nella struttura che nella qualità.
L’ingrediente segreto nell’impasto della pizza è un’ottima maturazione, l’attenzione al giusto tempo. L’equilibrio è importante non solo nella vita, ma anche in cucina.
In entrambi i casi spesso o per mancanza di esperienza, o per ignoranza, o per orgoglio o per paura di sbagliare, combiniamo pasticci. Talvolta bruciamo prima del tempo le tappe, altre volte attendiamo più del dovuto, e come avviene nella pasta, il risultato è inconsistente e molliccio.
Mentre scrivevo questo articolo, mi è balzato alla mente un episodio dello scorso febbraio 2013: la rinuncia di Papa Benedetto XVI al ministero petrino.
Non è stato facile fare una scelta del genere al suo posto. Lui si che ha avuto molto coraggio!
Ha saputo ascoltare e riconoscere il suo tempo, si è messo da parte, ha compreso il suo momento di “lievitazione”..Ha dato spazio ad altri..
Come per il Papa anche per noi dovrebbe essere (uso il condizionale perché non tutti sanno prendere delle decisioni ponderate) un continuo discernimento riguardo i nostri tempi di lievitazione e maturazione nelle scelte.
L’attenzione a tutto ciò che ci circonda, nella cucina soprattutto, ci pone in un atteggiamento di attesa: “ad-tesa”, essere tesi verso qualcosa , rimanere in tensione. Il nostro limite, a volte, è quello di voler vedere subito il capolinea, di volerci sfamare velocemente, di consumare..
Evitiamo di accontentarci di una pancia piena! Anzi desideriamo anche in questo tempo, prossimo al Natale di assaporare il gusto nello stare insieme alle persone, e in cucina il gusto della preparazione, dell’attenzione, dell’attesa..
La ricetta che oggi vi propongo riguardante la pizza è: Rossa o Bianca (io preferisco quest’ultima) con salsiccia di Norcia e funghi cardoncelli, una volta cotta , aggiungeteci rucola, pomodorini Pachino e grana o stracciatella!
Buon appetito !

CONDIVIDI
Articolo precedenteBetlemme: un pezzo di cielo sulla terra
Articolo successivoCaro Babbo Natale, me lo regali un cambiamento?
Antonio Abruzzese
Sono Antonio Abruzzese e sono un giovane appassionato. Cucina, tradizione, filosofia, e ricerca sono i vocaboli che mi identificano. Sono un ragazzo genuino che ama la tradizione, e il sapere popolare. Un amante della bellezza e del gusto. Mi piacciono le cose e le persone che hanno un proprio carisma, un proprio sapore..non amo ciò che è insipido, inodore e incolore. Anzi sono affascinato dalla cromaticità, dal profumo degli alimenti, e dalla bellezza che ogni cosa porta in sé.. Di professione cuoco, ma di fatto un grande buongustaio!

LASCIA UNA RISPOSTA