La crisi dell’uomo nasce dalla mancanza di adeguatezza al sistema che ha creato

Tutto guida il mio pensiero oggi, sul divenire e sul trasformarsai degli equilibri mondiali, leggendo e meditando le parole e i pensiari dall’inserto “la Lettura” del corriere della sera di questa settimana. L’intervista fatta a Michel Onfray sul suo nuovo saggio “La decadenza dell’Occidente” mi ha portato a riflettere.

La storia ci racconta come imperi, regni, famiglie che hanno guidato importanti trasformazioni poi decadono.

Decadenza: più leggo, più il terrore entra in me.

Parlare di fine della civiltà cristiano-giudaica mi sembra avventato. Certamente viviamo un contrasto forte tra religioni, ma penso che tutto derivi da una crisi dell’uomo. Una crisi che nasce dall’interiorità, dalla perdita di una relazione tra noi e noi stessi.

Viviamo in un mondo che ha accellerato tutto, la tecnologia attuale ci propone ritmi veloci, così come la rivoluzione industriale velocizzò la produzione provocando una trasformazioine sociale di notevole importanza. Ora l’uomo ha ancora più difficoltà ad adeguarsi ai ritmi imposti dalla velocità delle trasformazioni in atto.

La crisi dell’uomo nasce dalla mancanza di adeguatezza al sistema che ha creato.

La storia ci insegna come grandi imperi, mi riferisco agli egiziani, ai maya, ai romani,.,.. sono ad un certo punto decaduti e dopo un periodo di spegnimento lento come moribondi sono diventati rovine e ruderi sulla carta geografica, ma pilastri della struttura socio-politica del mondo attuale.

La storia ci parla di grandi famiglie che hanno rivoluzionato modi di pensare, di fare arte o di inventare strumenti che hanno trasformato la quotidianità, che sono nate, hanno vissuto e sono decadute, forse perchè incapaci di continuare a vivere nel loro divenire.

La decadenza dell’Occidente non solo come luogo fisico, ma come luogo filosofico-politico è in atto, certamente. Ma se noi non crediamo nell’uomo e nella sua umanità e l’uomo non ha piu fiducia in se stesso al punto di rincorrere la guerra nucleare, o la guerra tra religioni, potrà mai vincere questa crisi?

Sarà in grado di gestire la trasformazione in atto senza diventare rudere, ma creando pilastri per le  generazioini future?

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Carlo Ceci Ginistrelli
Presentazione poco presentata! Pensare di presentarmi mi sorprende! In genere sono presentato o da scartoffie o da qualcuno che riesce ad usare la voce e il mio compito è di testimoniare chi sono. Quindi sono in confusione. Vi dico solamente che mi chiamo Carlo Ceci Ginistrelli, sono andriese e sono fiero di esserlo, e che sono nato il 3 aprile 1993 . Il resto questa volta lo scoprirete strada facendo.

2 COMMENTI

  1. L’uomo non crea il sistema, lo subisce. La società crea il sistema, basandosi su equilibri politici che determinano le condizioni. Sapevamo benissimo negli anni 70 che la tecnologia correva, dovevamo adeguarci alla velocità di produzione che l’industria ci poneva, io ho una certa età e ricordo bene gli slogan che in continuazione martellavano le menti degli italiani, ” siamo troppi, facciamo troppi figli, le macchine sostituiranno gli operai e non ci sarà lavoro per tutti” io e tanti come me ci hanno creduto, abbiamo fatto meno figli, per arrivare a crescita zero, ed ora ci dicono tutto il contrario tanto che importiamo i figli. Dove hanno sbagliato? La risposta è semplice è sotto gli occhi di tutti, sono le politiche liberali ad aver creato la crisi per imporci un modello globalizzato. Diciamo pure che hanno deviato i lavori in corso. Ora se vuole una analisi la potremmo pure fare, tornare indietro chiuderci in Europa con il sistema sociale. Abbiamo perso troppo tempo ad analizzare il problema che non sappiamo più cosa stavamo analizzando.

  2. grazie di avermi letto.
    hai ragione ma penso che la societrà è fatta di singoli individsui pensanti e agfenti. se ognuno porta messaggi di pace onestà bellezza interiore e rispetto saremmo tutti più felici. poi forse è utopia? ma io ci credo

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