Una Startup è una realtà particolarmente fragile e povera di risorse. È nella maggior parte dei casi un sogno, un’avventura che si regge sulle spalle della creatività e della forza d’animo di una o poche persone.

Negli stadi iniziali di fondazione, è di fondamentale importanza una analisi di mercato, un benchmarking. L’obiettivo principale di questa fase è quello di valutare la presenza o meno di potenziali concorrenti e/o prodotti sostitutivi al proprio business o servizio.

La prima reazione ai risultati di tale analisi è un sentimento di scoraggiamento. Sempre ci si imbatte in altre aziende, idee o business che sono simili al nostro, che offrono un prodotto simile, magari proprio come ce lo immaginavamo.

Se esiste già qualcuno che ha avuto la mia idea, allora meglio mollare… l’impresa non vale la spesa: è questa la prima tentazione che probabilmente vi verrà.

Se però pensate di avere un’idea originale, a tal punto che nessuno l’abbia avuta prima di voi, e se vi rendete conto che non c’è concorrenza, avete scovato un “blue ocean” (oceano blu).

Questo termine viene utilizzato nell’ambiente economico per definire una sorta di mercato vergine. La prima azienda che riesce ad affermarsi in questo mercato (first mover) sarà anche quella che potrà sfruttare, per un certo periodo, un vantaggio competitivo rispetto alle altre (monopolio).

Per quanto questo possa sembrare allettante, ricoprire tale posizione richiede ingenti quantità di risorse, sia perché, essendo i primi, dovrete creare tutto da zero, sia perché appena avrete fatto breccia nel mercato, vi saranno i primi concorrenti che vi daranno la caccia, e mantenere la testa della gara richiede tanta fatica.

La presenza di concorrenti sul mercato è da valutare positivamente. Questo denota in primis che il mercato è maturo, vi sono clienti che richiedono il prodotto e che quindi, verosimilmente, saranno alla ricerca anche del miglior offerente.

Il miglior offerente non è solo chi offre il prodotto al prezzo più basso. La concorrenza si gioca su più piani come i servizi associati al vostro prodotto, la modalità di vendita, etc. In secondo luogo la concorrenza permette a voi di migliorare il tiro e di imparare dalle esperienze dei vostri competitor.

A tal riguardo è possibile analizzare il case study dell’azienda berlinese Teekampagne.

Il suo fondatore, il Prof. Faltin, è un grande bevitore di tè, il miglior tè secondo molti esperti: il Darjeeling.

Questa era una qualità di tè difficile da importare (disponibile solo in alcuni periodi dell’anno), difficile da trovare (solo negozi specifici se la procuravano) e, come tutti i prodotti di buona qualità, costosa. Per renderci conto dell’effetto che potrà aver suscitato il primo benchmarking del Prof. Faltin, vi ricordo che al supermercato il prezzo di una confezione di 10 bustine di tè è di qualche euro. Non è certo Darjeeling, ma rende l’idea. Come ha potuto una piccola Startup competere con un mercato così saturo? Semplice (col senno di poi)! Molto spesso sono i dettagli a fare la differenza.

Oggi Teekampagne è una solida realtà industriale che produce (nessun intermediario importatore) solo tè Darjeeling della migliore qualità, e vende il prodotto solo su internet (nessun costo di gestione di negozi), con un metodo di abbonamento annuo, che permette a tutti i clienti appassionati (nicchia) di gustarsi il proprio tè tutto l’anno a prezzi competitivi.

In queste poche righe vi sono alcuni degli elementi salienti che caratterizzano il successo del Prof. Faltin, elementi forse chiari per chi ha competenze in termini di business. Per chi non dovesse ancora averne, ma che ha iniziato a seguire la nostra rubrica, saranno chiari in un futuro non molto lontano se continuerà a leggerci (ma se sei curioso puoi contattarmi per delucidazioni tecniche)!

Per giungere ad una idea di business così completa ci vuole tempo, dedizione, competenza, un briciolo di fortuna e anche competitor, che ci permettano di correggere il tiro prima che sia troppo tardi o troppo costoso.

Il punto di forza di una Startup rispetto alla concorrenza è che può ancora cambiare il proprio business plan e le proprie caratteristiche con costi nulli (o quasi) rispetto a quei competitor che sono già sul mercato e che, pertanto, hanno già una struttura rigida che è difficile da cambiare.

Davide ha battuto Golia solo con una piccola pietra. Un piccolo dettaglio che ha fatto la differenza.

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Nicola Pistillo
Nicola Pistillo, 29 anni, all´estero da 3 anni e con alle spalle esperienze come l´erasmus. Guardo all´Italia con nostalgia con un giorno la voglia di tornare. Ingegnere meccanico e prossimo al conseguimento di un MBA, questo il mio background culturale, il filtro attraverso cui vedo le cose. L´estero é una palestra di vita, insegna, mostra cosa si può migliorare anche nel proprio Paese e cosa invece ci rende davvero Italiani. Testardo quanto basta, curioso, ordinato nel mio disordine. Innamorato del caffé, dello sport e della Nazionale, che spero ci faccia sognare!

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