‹‹La nave [della vita] è ormai in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani››. (Søren Kierkegaard)

Caro lettore, nella frenesia e nella confusione che purtroppo caratterizza oggigiorno le nostre giornate, mi piacerebbe che ci fermassimo, fosse anche per un attimo e in silenzio, per riflettere e meditare su quelle domande e quei temi che nascono “ab imo pectore”, dal profondo del cuore appunto.
Di volta in volta, partendo da alcune righe di autori antichi, moderni e contemporanei, e che attraversano tutti i campi del sapere umano, cercheremo insieme idealmente di entrare in noi stessi, d’interrogarci su tutto ciò che è nella nostra vita, di sfiorare i problemi fondamentali (come l’amicizia, l’amore, la bellezza, la tristezza, la guerra, la morte ecc.), così da diramare la nebbia della superficialità e della banalità che avvolge il nostro mondo contemporaneo, la nostra esistenza e le nostre relazioni.

Il megafono della nave della vita – per usare la metafora kierkegaardiana – può essere paragonato al ruolo della cultura nella società, che oggi più che mai ci fa solo sentire ciò che mangeremo domani, cioè solo ciò che è superfluo e secondario per l’uomo, piuttosto che essere amplificatore del grido interiore di ciascuno di noi, che desidera la luce: la luce di una cultura non più sporca ed indifferente, ma pulita, alta, pensante e che si interessa della rotta.
Lo confesso: sono emozionato mentre ti scrivo queste righe e penso anche al fatto che io non sono in grado di darti soluzioni per tutti i problemi della vita. Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori. Posso, però, ascoltarli e condividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro e non posso cancellare la tua sofferenza; posso, però, piangere con te. Non sono gran cosa, però sono tutto quello che posso essere.
Sì, non potrò incidere nell’esistenza di te che leggi; non riuscirò ad asciugare lacrime e a riportare sorrisi, ma potrò essere solo – per i pochi minuti della lettura di queste righe – un compagno di viaggio che condivide le stesse domande, che partecipa alle stesse esperienze di dolore e di gioia, che dubita, teme, spera e talora forse anche dispera.

Allora iniziamo insieme questo confronto, questo dialogo, questo cammino e, tenendoci per mano e in compagnia di grandi personalità, attraversiamo quella che è la strada della vita nelle sue luci e nelle sue ombre.
Ti saluto con affetto,

il tuo nuovo amico

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