Non mi dispiace trovare un posto al ristorante all’ultimo momento per la cena d’anniversario che ho dimenticato; non mi dispiace scoprire quanti anni abbia George Clooney per fingermi tuttologo cogli amici; o fare affari con gli oggetti usati, sul web; o starmene al fresco in auto con l’aria fuori che frigge; o ascoltarmi il mio album scaricato dal web senza alcun costo in ogni momento della giornata; o uscire vivo da un grave incidente stradale; o uscire dalla strada di un grave incidente stradale, con l’app; o di sapere grazie alla scatola nera cosa è successo alla barca con la quale mio figlio giura di non aver fatto niente di azzardato, prima che la sua chiglia si frantumasse in mille pezzi sulla scogliera; o richiamare il vicino che mi scuote la tovaglia in pieno volto fingendomi avvocato con l’ausilio del regolamento di condominio, scovato sul web; o conoscere in anticipo il cambio Euro-Marco bosniaco per non rimanere a corto di contanti e comprare l’acqua santa alla nonna, sul web; o sapere che tempo farà durante il mio periodo di ferie, con l’app; o parlare con mio figlio dall’altra parte del mondo senza ipotecare la casa in gettoni telefonici, con l’app; o sapere di quanto ha perso la mia squadra del cuore; o sapere quanto ho preso dalla mia schedina del cuore; o radermi col mio rasoio elettrico anatomico e intelligente che non mi taglierebbe nemmeno la lingua; o vedermi il film che uscirà dopodomani già oggi in streaming, sul web; o creare il filmino della comunione di mio figlio col programmino trovato a costo zero, sul web; o cercare, visto che l’ho dimenticato, quale fosse il colore del fusibile di resistenza 1,5 kΩ, sul web; o scoprire che dall’ennesimo processo pendente il mio politico di fiducia è uscito indenne per la trentesima volta, sul web; o godermi i miei porno senza dover incrociare lo sguardo del commesso della videoteca che nel frattempo ha pure chiuso visto che non compro un film da quella videocassetta di Rocky 5 uscita con Panorama nel ’92, sul web; o bloccare il conto due minuti dopo essermi accorto di aver perso la carta di credito, con l’app; o scoprire che cosa sia il computer di bordo, sul web; o scoprire che diavolo sia il FAP che il computer di bordo dell’auto mi segnala come rotto, sul web; o scovare un sito che me ne venda uno di ricambio a un prezzo sul quale il meccanico non si sognerebbe nemmeno di scherzarci su, sul web; o scoprire che mi hanno preso in giro per tutta la vita con la storiella della condensa di vapore dagli aerei, sul web; o condividere sulla mia pagina social la verità sulle scie degli aerei appena scoperta e sulla loro correlazione col mio licenziamento; o vaccinare mio figlio che non morirà per un taglio sul braccio come stava per succedere a me a un anno d’età; o non rimanerci più secco per un boccone di traverso grazie a quella guida letta, sul web; o non morire più per un arresto cardiaco grazie al defibrillatore sul posto di lavoro; o scaldare il mio piatto in trenta secondi col microonde; o raccogliere le olive con lo scuotitore elettrico invece della scopa; o trovare la mia auto rubata con l’ausilio delle telecamere sparse ad ogni angolo; o bloccare le invadenti telefonate dei call center, con l’app; o scoprire dove il gasolio costa meno, con l’app; o sfogliarmi i volantini di mezza italia, con l’app; o chiamare il mio amico per scoprire quale uscita abbia imboccato prima di perdersi; o impostare il tragitto GPS in mezzo minuto fino al mio amico; o rimettermi in carreggiata col GPS dal punto sperduto nel nulla in cui sono finito  per trovare l’amico; o farmi il test dell’etilometro prima che al posto di blocco mi sequestrino pure l’anima, con l’app; o registrarmi i programmi tv per vedermeli quando mi pare; o fotografare la targa del simpaticone che mi ha gentilmente picassizzato la forma del paraurti posteriore; o aprire il portone di casa quattro piani più in basso schiacciando un solo pulsante; o non aprire il portone di casa scorgendo già dal videocitofono la minacciosa presenza di testimoni di qualche oscura religione che predicano la salvezza eterna in cambio di partecipazioni a noiose assemblee domenicali in luoghi privati (come sono indietro loro, poi: io sono già abbonato al cristianesimo per cui basta un mi dispiace sul letto di morte e sono a posto!); o crearmi aggratis la foto per la patente col sito trovato sul web; o di potermi misurare la temperatura corporea senza che rompendo il termometro il mercurio mi sistemi per la vita; o di poter scegliere quali foto sviluppare grazie alla fotocamera digitale che salva le foto su micro sd; o vedere mia madre viva grazie al pacemaker incastratole sottopelle; o vedere mio padre vivo, che se non fosse per le dialisi giornaliere ora sarebbe sottoterra senza aver ancora smaltito tutto l’alcol che ingurgitava.

Ma cazzo, questi ragazzi di oggi sempre chini su ‘sti smartphone, quando ai tempi miei si giocava tutti insieme all’aria fresca!

(All’aroma di diossina).

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