“La Cina è vicina”, mai espressione fu più eloquente per tradurre la presenza del Gigante Giallo alle nostre spalle e il suo fiero starci alle calcagna.
È vero che la Cina è vicina, eppure pochi di noi si sforzano di esserle effettivamente vicini. I luoghi comuni la fanno da padrone e ogni slancio di “curiosità” inizia con un detestabile “è vero che…?”, cui seguono trionfi di generalizzazioni, rigurgiti di assurdità, pretese di civiltà e pretestuose affermazioni di “verità oggettive”, alla maniera de “i comunisti mangiano bambini”. Certo, è pur vero che spesso ci si scontra con una realtà indubbiamente criptica, talvolta fatta di verità nebulose, direi, ma questo non può giustificare lo sfacciato senso di superiorità che costituisce ogni nostro approccio alle alterità. È una constatazione la mia, l’ennesima, che farà forse stizzire chi ha fiducia nelle sue strambe convinzioni “orientaliste”.
È vero che i cinesi mangiano carne di cane? Sì, ad alcuni piace, altri non la mangiano affatto. E allora? Possiamo forse permetterci di classificare come “selvaggi” i “gialli”? Qui in Puglia si mangia carne di cavallo (per favore non ditelo alla Color Pastello Regina Elisabetta); la carne rossa regna bovina sulla nostra tavola (Indù, perdonateci!). Per non parlare dei maiali, adorabili mammiferi dalle code ricciolute, serviti sulle nostre tavole con le loro proposte multiuso. “Il bue dice cornuto all’asino”, recita senza mezzi termini un’atavica saggezza popolare e non posso che trovarmi d’accordo, nel rispondere ai carnivori ipocritamente sdegnati all’idea di un cane arrosto.
E se temete che, una volta in Cina, possano servirvi del cane a vostra insaputa, state pure tranquilli: la carne di cane è più costosa delle altre e in estate non vi sarà mai (o quasi) proposta. La carne di cane è giudicata dalla dietologia cinese una tipologia “calda”, consumata in inverno per riscaldare il corpo.

 

 

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Giuseppe Lomuscio
Laureato in Lingue e Civiltà Orientali all’Orientale di Napoli, conseguo una borsa di studio del Governo Cinese presso la Farnesina e trascorro un anno di studio alla Zhejiang Normal University, un anno durante il quale ho viaggiato ed esplorato il più possibile, tra matrimoni in remoti villaggi rurali e monasteri ai confini con il Tibet. Mediatore e docente di lingua cinese per istituzioni pubbliche e private, amo l’Asia (tutta), l’arte e il cinema.

1 COMMENTO

  1. Luoghi vicini. Luoghi lontani. Luoghi comuni.
    Di quanti luoghi è fatta la mente? Bisogna cercarne uno che sia sgombro dai pregiudizi.
    L’incontro, il viaggio è l’antidoto più potente ai preconcetti.
    Viaggi comuni. E non,

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