Un corteo color arcobaleno

Centomila e forse più: nessuno riesce a contarli! Si può solo dire che, dei 24 km che separano Perugia da Assisi, almeno 10 sono stati interamente ricoperti da un lunghissimo serpente di gente, da un corteo colorato e festante, multietnico, multi generazionale, multicolore, multipartitico.
Flavio Lotti, esponente della Tavola per la pace e coordinatore della Marcia, così descrive il popolo della pace: «Immagina decine di migliaia di persone in cammino. Immagina tanti, tantissimi giovani, ragazzi e ragazze che camminano insieme a intere famiglie, donne e uomini di tante generazioni. Immagina che in mezzo a loro ci sia una selva di gonfaloni delle città e di autorità con la fascia tricolore. Immagina i volti, i colori, i bambini nei passeggini spinti dalle loro mamme, immagina i cartelli, le voci, i suoni […]. Questa è la Marcia per la pace Perugia-Assisi. Un evento unico al mondo che ha saputo dare voce alle preoccupazioni, alle proposte e alle speranze di tantissima gente. Ideata e realizzata per la prima volta da Aldo Capitini il 24 settembre 1961, la Marcia, col passare degli anni è diventata il simbolo dell’impegno civile per la pace. Ventiquattro chilometri che parlano di nonviolenza, giustizia, diritti umani, libertà, disarmo, partecipazione, responsabilità e speranza».

Le adesioni
I numeri parlano da soli: 873 sigle diverse, 20 Regioni su 20, 117 scuole, 277 enti locali, 479 associazioni, 526 città aderenti, in marcia con tanto di gonfalone. Un fiume umano, ma anche una selva di istituzioni aderenti.

Le parole di Papa Francesco e quelle di Capitini
Francesco: “Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà! Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace”.
Aldo Capitini, il “Gandhi italiano”: “La riduzione del fatto ‘guerra’ va accompagnata con la capacità di costruire la pace, di dare un sale ad essa, di riferirla ad un nuovo uomo, e nuova società, e nuova realtà”.
Il tema di quest’anno
Una grande bandiera con i colori dell’iride apre la Marcia della Pace Perugia-Assisi e “Cento anni di guerre bastano” è il tema scelto per l’edizione 2014. La partenza è preceduta dal rimbombo di cento esplosioni, diffuso dagli altoparlanti. Ha spiegato ancora Lotti: “Cento colpi che scandiscono cento anni di guerre, con tante stragi che anche oggi ci sono nel mondo. Siamo qui perché non vogliamo più vedere vittime”.

11791-1

La mozione del popolo della pace
Da www.perlapace.it ci limitiamo a citare alcuni principi: “1. Se vogliamo uscire dalla crisi, dobbiamo smettere di fare la guerra; 2. Se vogliamo la pace, dobbiamo rovesciare le priorità delle politica e dell’economia e mettere al centro le persone; 3. Se vogliamo la pace, dobbiamo investire sulla solidarietà e cooperazione; 4. Non c’è pace senza una politica di pace e di giustizia”.

Un evento al buio
Ha scritto Beppe Giulietti: “Le centomila persone che hanno marciato per la pace contro le guerre da Perugia ad Assisi possono piacere o meno, ma sicuramente non possono essere derubricate a ‘non notizia’, eppure è accaduto. Se non fosse stato per i servizi trasmessi dalla Rai, che questa volta ha fatto il suo dovere di servizio pubblico, per alcune emittenti private, e per qualche giornale (tra questi Il Fatto Quotidiano, l’Avvenire, il Manifesto), l’evento sarebbe stato letteralmente oscurato”.

Eppure, c’era persino la Boldrini
Il popolo della Perugia-Assisi “è un popolo bellissimo”, ha dichiarato la Boldrini, “ed è come stare in una parte di Italia che crede nei valori della fratellanza, della pace e che dice no alla guerra, anche a quella in nome di Dio: una strumentalizzazione inaccettabile, contro la quale tutti quanti ci dobbiamo schierare capendo bene che oggi i primi ad essere colpiti da questo uso strumentale di Dio sono proprio coloro di fede musulmana che sono guardati in cagnesco da chi vede in loro potenziali terroristi”.

Paolo Farina


[ Foto: www.rai.it ]

 

 

 

 

1 COMMENTO

  1. Ringrazio Paolo Farina per i dolcissimi e sentiti auguri,

    non voglio essere protagonista di niente voglio solo ricordare stupidamente che la pace e il dialogo sono l’unica strada per la convivenza in un mondo perso nella sua crisi d’identità umana e come tale solo il rispetto di civiltà,razze, religioni e opinioni può ridarci la vera identità di essere figli e vicini al Cristo non solo nella quotidiana e carnale sofferenza,un Dio senza Cristo o un Cristo senza Dio,o un padre senza figlio,o un figlio senza padre è sempre un mare che non guarda al cielo o viceversa!.

LASCIA UNA RISPOSTA