«…facci comprendere che il dollaro non è tutto.

Che la vita non è solo “business”.

Che una casa modesta dove si vive onestamente

vale più di cento splendide ville

dove regna l’ingiustizia e dove manca l’amore».

(Don Tonino Bello)

Una casa per papà separati e giovani soli ed isolati, che finiscono per strada, senza un tetto o un posto in cui dormire, private al diritto fondamentale della vita, ma non si tratta di dare una stanza a persone in difficoltà. È qualcosa di più. È la Casa famiglia “Don Tonino Bello”, che la Comunità “Migrantesliberi”, inaugura martedì 13 Febbraio 2018 alle ore 18:00 in Via Gen. L. Bonomo nella città di Andria.

All’inaugurazione sarà presente anche il Vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Luigi Mansi, per la benedizione, la preghiera e gli auguri di un santo servizio.

Indubbiamente il nome della casa non è a caso. Quest’anno ricorre il 25° anniversario della morte di don Tonino Bello e nelle sue lapidarie parole ci ricorda, che “per acquistare credibilità, dovremmo dare prova autentica e generosa di voler stare dalla parte dei poveri, senza demagogia e senza esclusioni”.

Un’iniziativa, che nasce dall’insorgenza di una nuova necessità sociale: lo stato di difficoltà e abbandono di uomini separati e di tanti giovani. L’obbiettivo sarà quello di offrire percorsi umano/spirituali, con “figure professionali” per un reinserimento sociale, al miglioramento della propria esistenza e promuovere il rispetto delle regole per la comune e civile convivenza.

Sicuramente questa iniziativa non sarà la soluzione al problema complessivo del disagio che in tanti versano, ma sicuramente è un segno di prossimità, che si distingue dalla crescente indifferenza sociale di questo tempo. Anche perché diverse sono le altre case famiglia della Comunità “Migrantesliberi” dislocate sul nostro territorio per uomini, donne e giovani: Casa Si.Lo.E’, Casa San Vincenzo de’ Paoli, Casa Zoè, , Casa Ricominciamo, Casa Domus Aurea, Casa Chiara Lubich, Casa Onesti.

La novità e la missione della Comunità “Migrantesliberi” è ripartire da micro mondi, da piccole comunità familiari, da spazi relazionali umani che sanno dare coraggio, calore, ascolto e sostegno alle fasce più vulnerabili per creare alternative concrete di speranza, di futuro e di autonomia.

A coloro che non contano niente dici-amo: Coraggio!

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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.