Non aiutano ad abbronzarsi, ma a proteggere la pelle mentre ci si abbronza: una ragione in più per mangiarle!

Le carote non fanno abbronzare, ma fanno bene: in sintesi, è questa la “notizia”, anche se, a dire il vero, negli ambienti scientifici è nota da sempre, contrariamente a quanto sostenuto dauno dei più diffusi luoghi comuni secondo il quale mangiare carote facilita l’abbronzatura.

Eh sì, siamo ormai in pieno agosto, tempo di vacanze e tintarella, ma se temete il “come sei bianco!” e volete l’abbronzatura perfetta, lasciate perdere i “si dice” e pensate a proteggere adeguatamente la vostra pelle senza rinunciare ai benefici effetti dei raggi solari.

Certo, una sana dieta alimentare, ricca di vitamine e minerali, contribuisce a difendere la pelle dai danni collaterali di una lunga esposizione al sole e aiuta a mantenerne elasticità e idratazione.

In realtà, l’abbronzatura altro non è che un meccanismo di auto-protezione della nostra pelle che, esposta ai raggi del sole, produce melanina nello strato più profondo dell’epidermide formando una barriera contro i raggi UV. Sono i raggi ultravioletti, infatti, che, penetrando nel derma, bruciano parte del collagene e delle fibre elastiche, mentre la produzione di melanina ha l’effetto di liberare radicali liberi e aumentare, di conseguenza, il processo di invecchiamento.

Ora: nel primo processo le carote non hanno nessun potere di incidenza, nel secondo sì, perché il betacarotene – contenuto nelle carote, ma anche nei pomodori, nel prezzemolo, negli spinaci, nei mandarini, nelle banane, nelle prugne, nelle albicocche e nei meloni – ha il potere di ridurre la formazione di radicali liberi e proteggere l’epidermide.

In altre parole, le carote non aiutano ad abbronzarsi, ma a proteggere la pelle mentre ci si abbronza: una ragione in più per mangiarle!

Un’ultima curiosità: le carote viole sono prive di betacarotene, quindi non solo non facilitano la tintarella, ma, pur ricche di antiossidanti, non hanno la specifica azione delle carote arancioni. La cosa bizzarra è che le carote arancioni non esistevano in natura: erano viola, rosse, nere o gialle ed erano originarie dell’Afghanistan. Sono stati i coltivatori olandesi a selezionare la varietà arancione a cavallo tra i secoli XVI e XVII.

Le carote viola sono tuttora coltivate anche in Italia, ad esempio in Puglia ci sono estese coltivazioni nei pressi di Tiggiano (LE) e Polignano a Mare (BA).

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here