“Sì le prime parole imbarazzano sempre uno scrittore, per me sono difficili”. Così esordisce l’autore e così io, che con queste poche righe desidero invitarvi alla lettura di Pensieri non detti (EtEt Edizioni, Andria 2014). Una lettura coinvolgente e travolgente, che muove pensiero ed emozioni.

Nell’intento di Carlo (l’autore, che a fine libro diventa inevitabilmente familiare) il libro nasce come una raccolta di pensieri, ricordi, gioie, paure, ma è molto di più: è un libro sulle relazioni umane, sulla loro unicità, sul mistero che ciascuno di noi porta in sé…

Un ragazzo che ama vivere, ascoltare musica, leggere, andare a cavallo, in bicicletta, passeggiare scalando montagne e andare sott’acqua a vedere i pesci e sogna di studiare all’università. Un ragazzo come tanti, dunque, che racconta di sé attraverso un’analisi fin troppo sincera talvolta – come solo la giovinezza sa fare – di situazioni e di persone che hanno accompagnato la sua esistenza, non risparmiando critiche alla scuola, ad amici, agli educatori, agli affetti più cari. Non però un “giudizio universale”, ma una grande limpidezza, spontaneità ed allo stesso tempo meditazione, che in fondo esprimono il desiderio di amare e di essere amato e riconoscono con gratitudine gli “occhi attenti e umili, illuminati dal cuore” che gli hanno consentito di crescere. E che testimoniano un successo di tutti: di Carlo, in primis, e della sua famiglia, ma anche della Scuola di cui ci racconta e che frequenta cinque anni sino a diplomarsi brillantemente.

Carlo è un ragazzo autistico e lo dichiara: “La mia vita è il mio autismo a condizionarla”, nell’intento di coinvolgere gli altri nel mondo dell’autismo – come egli stesso dice nelle prime righe – comunicando con sensibilità raffinatissima e con sorprendente chiarezza un mondo complesso, tormentato, ma non impossibile da comprendere, purché ci si liberi da ogni superficialità, dall’omologazione, dal pregiudizio.

“Un viaggio diverso non è un viaggio sbagliato, può solo essere a volte poco comprensibile” dice Carlo, invitando a saper “andare oltre”: è difficile vedere oltre, se parli senza pensare; se non mediti e non osservi, perdi molto della vita. Come dargli torto?

Un libro per chi vuole pensare positivo, in cui i desideri si sono avverati, certo non per magia, ma per un lavoro continuo e faticoso tra alti e bassi.

La fatica e l’incanto della vita…

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Silvana Campanile
Mi chiamo Silvana Campanile, sono bibliotecaria e lavoro tra il fantastico ed il reale nella Biblioteca diocesana di Andria “San Tommaso d’Aquino”. Laureata in Lettere Classiche e mai pentita. Amo la vita, la gente e le sorprese che riservano! Andare al cinema e viaggiare quando possibile! Combatto la mia natura profondamente pigra riempiendo la mia giornata di impegni…Il mio motto? Gli altri siamo noi: non delegare ma affrontare la vita con creatività ed entusiasmo!

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