Tutti i lettori di Odysseo sono invitati provare i brividi di volare sul mare

È già uno spettacolo allettante assistere ad un allenamento o ad una competizione di vogatori professionisti, impegnati su imbarcazioni da canottaggio che filano leggere, come serpenti lineari, con la loro delicata forma affusolata su un invitante specchio d’acqua marina.

Gli occhi dei fortunati spettatori, che si trovano lì per caso o vi pervengono deliberatamente, vengono rapiti dal ritmo, dalla frequenza, dalla simultaneità dei movimenti degli atleti, i cui corpi imprimono ed esprimono tutta l’energia posseduta e la sapienza accumulata con l’esercizio, mentre i solchi appena scavati nella cedevole acqua ritornano delicatamente a colmarsi. Sono talmente catturati dall’accattivante spettacolo, gli osservatori, che continuano a seguire gli scafi fino a quando ormeggiano nei porti o spariscono all’orizzonte, diventando puntini evanescenti.

Quando, poi, a cimentarsi con il mare, dalla superficie liscia come uno specchio o appena increspata, sono ragazze e ragazzi, allora la partecipazione emotiva prende interamente corpo ed anima e provi una benevola invidia per i piccoli fortunati navigatori. Vai con la mente a ritroso negli gli anni e provi dentro di te una certa inquietudine pensando che le limitate risorse familiari non ti permettevano di provare simili emozioni ed esperienze piene di fascino.

Una volta che la passione si impadronisce dei giovani atleti, è difficile che rinuncino all’attività sportiva. Infatti, raramente chi ha provato l’ebrezza del volare sull’acqua, aiutandosi con la potenza dei propri muscoli ed la musicalità del ritmo, abbandona l’esperienza intrapresa.

Quasi sempre accade che i genitori trasmettono ai propri figli il loro entusiasmo, e nelle famiglie, invece di lasciarsi risucchiare dagli smartphone, ci si confronta, guardandosi negli occhi, sulle propedeutiche esercitazioni ed allenamenti, per potenziare la massa muscolare, incrementare la velocità, imparare a azionare simultaneamente i remi, per insistere sulla corretta alimentazione e su uno stile di vita sobrio, per deliberare sulle strategie da mettere in atto nelle gare.

Da tantissimi anni, la Lega Navale di Barletta organizza corsi di canottaggio, per diffondere l’amore e la conoscenza di uno sport che educa ad avere un rapporto sostenibile con il mare, a potenziare il proprio fisico, a creare interessi costruttivi ed a favorire sempre un’intesa di squadra. Il numero degli iscritti aumenta progressivamente e di conseguenza vengono offerte sempre nuove opportunità strumentali, relazionali e culturali. Una manna per i genitori che intendono salvaguardare i loro figli da lusinghe schiavizzanti, come la dipendenza dagli stupefacenti. Un investimento per il loro futuro di uomini responsabili.

Venerdì prossimo, 11 maggio, nel primo pomeriggio, ragazzi e ragazze del territorio sono invitati presso la lega Navale. Potranno, senza nessun impegno finanziario, fare un’esperienza diretta con le imbarcazioni da canottaggio, che sono di vario tipo. La prova consentirà loro di apprezzare un’esperienza sportiva coinvolgente, valutare la profondità delle proprie motivazioni e scegliere liberamente. Inoltre, potranno confrontarsi con quanti negli anni precedenti hanno già fatto esperienza con l’attività sportiva, che non li renderà ricchi finanziariamente come il calcio, ma li aiuterà a diventare uomini liberi, perché chi impara ad amare, navigando, il mare è un uomo libero.

Quest’anno si amplia il ventaglio delle possibilità sportive offerte dalla Lega Navale. Fa la sua apparizione, infatti, la barca a vela. Il veicolo in campo marino è il Paper8, una leggerissima e docile imbarcazione di legno munita di vele che pesa complessivamente appena trentatré chilogrammi.

Ad idearla, rifacendosi ad un analogo modello inglese, è stato un team capitanato dal barlettano Oliveto Marco, da una vita, da quando era un ragazzino, alle prese con la realizzazione di imbarcazioni da diporto. Per sé, nel passato, ha ideato, progettato e cantierizzato un trimarano, un’imbarcazione da diporto costituita da uno scafo centrale collegato a due laterali più piccoli e paralleli, con funzione di stabilizzatori, che lo ha portato a solcare ogni angolo del Mediterraneo. L’ultima esposizione del suo robusto gioiello nautico è avvenuta al Meeting dell’Innovazione a Roma, dove anche la sindaco Virginia Raggi assieme a suo figlio, si è messa civilmente in coda ad altri visitatori con l’intenzione di visionarlo ed acquistarlo.

Sabato prossimo, alle ore 15, sarà a completa disposizione per far conoscere il veicolo e consentire a tutti quelli che vorranno, piccoli e grandi, uomini e donne, di manovrarlo sul mare con la sua vigile assistenza. Sarà certamente un’esperienza allettante, per tutti, anche per gli adulti animati da spirito giovanile.

Lo scrivente, che pure di anni ne porta un bel po’ in groppa, dopo aver sperimentato la bellezza del lasciarsi condurre dal vento, ne è rimasto talmente affascinato che intende affinare le sue conoscenze nautiche ed arrivare, nei suoi intenti, anche all’acquisto del duttile e leggero natante, la cui impronta ecologica è quasi nulla. Infatti, come carburante si utilizza la forza del vento, offerta dallo spostamento di aria decretata da sua maestà, il sole.

Tutti i cittadini del territorio sono invitati a partecipare all’evento, ad esporre dubbi, perplessità, a rivolgere domande al costruttore ed a… provare i brividi di volare sul mare.

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Domenico Dalba
Percorso scolastico. Scuola media. Liceo classico. Laurea in storia e filosofia. I primi anni furono difficili perché la mia lingua madre era il dialetto. Poi, pian piano imparai ad avere dimestichezza con l’italiano. Che ho insegnato per quarant’anni. Con passione. Facendo comprendere ai mieli alunni l’importanza del conoscere bene la propria lingua. “Per capire e difendersi”, come diceva don Milani. Attività sociali. Frequenza sociale attiva nella parrocchia. Servizio civile in una bibliotechina di quartiere, in un ospedale psichiatrico, in Germania ed in Africa, nel Burundi, per costruire una scuola. Professione. Ora in pensione, per anni docente di lettere in una scuola media. Tra le mille iniziative mi vengono in mente: Le attività teatrali. L’insegnamento della dizione. La realizzazione di giardini nell’ambito della scuola. Murales tendine dipinte e piante ornamentali in classe. L’applicazione di targhette esplicative a tutti gli alberi dei giardini pubblici della stazione di Barletta. Escursioni nel territorio, un giorno alla settimana. Produzione di compostaggio, con rifiuti organici portati dagli alunni. Uso massivo delle mappe concettuali. Valutazione dei docenti della classe da parte di alunni e genitori. Denuncia alla procura della repubblica per due presidi, inclini ad una gestione privatistica della scuola. Passioni: fotografia, pesca subacquea, nuotate chilometriche, trekking, zappettare, cogliere fichi e distribuirli agli amici, tinteggiare, armeggiare con la cazzuola, giocherellare con i cavi elettrici, coltivare le amicizie, dilettarmi con la penna, partecipare alle iniziative del Movimento 5 stelle. Coniugato. Mia moglie, Angela, mi attribuisce mille difetti. Forse ha ragione. Aspiro ad una vita sinceramente più etica.

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