31 dicembre, 10.05 a.m.

Appena sveglio. Perdo del tempo nel pormi le solite domande esistenziali post-sonno (del tipo “Dove sono?” Oppure “Che ora è?”) e cerco di afferrare qualcosa sul comodino. Sì, è il telefono. Mi accerto dell’orario, tardivo causa vacanze, e decido di fare un giro sui soliti Whatsapp e Facebook. Non avessi mai cliccato quell’icona blu, tanto carina e familiare. Il tempo di caricare e… pof! Una trentina di foto della prima neve sulla mia Città: Andria un grosso centro del Sud che si fregia anche di essere cocapoluogo della Provincia Bat. Cavolo, mi son rovinato la sorpresa. Avrei tanto preferito sorprendermi vedendo il tetto della mia Scuola innevato, come non l’avevo mai visto.

Ed è proprio la novità dell’evento, la causa del suo fastidio. Il mio testo, infatti, non è una critica a chi posta selfie con pupazzi di neve, né tanto meno una perorazione della nevicata stessa. È una riflessione volta ad osservare la neve in modo ambivalente. Vale a dire che, sì, da un lato se ne potrebbe evidenziare la bellezza, il divertimento. Ma d’altra parte occorre dire che è anche stata causa di un grave disagio per tutta la Città; che, suo malgrado, si è trovata a dover affrontare difficoltà inaspettate non tanto per l’evento meteo (preannunciato da diversi giorni), quanto per la nostra congenita lentezza nel reagire ed organizzarci, e nel consueto scaricabarile del post evento. La Città si è bloccata per diverse ore. Macchine in fila sugli asfalti ghiacciati ed impraticabili. Persone che barcollavano, indaffarate con buste e spese varie per il cenone di fine anno. Ma diamine, nemmeno uno spazzaneve per la città ! E a quanto pare non sono stato l’unico ad accorgermene. Tra le tante foto, viste sui social, ce ne era una pubblicata da un parlamentare del M5S che riguardava proprio Andria. Il suo reclamo era rivolto alla negligenza di chi amministra ed alla ditta appaltatrice della raccolta differenziata che avrebbe dovuto provvedere a rimuovere la neve, sopratutto nelle aree più a rischio per i cittadini. Quegli stessi cittadini che pagano i tributi locali, che hanno visto negato questo servizio, e che continuano a pagare.

C’è stato anche chi non s’è perso d’animo e si è dato da fare per rendere strade e spazi pubblici agibili. Nei pressi di Piazza Porta la Barra, ho avuto modo di notare come diverse persone si siano impegnate, in luogo di altri che invece dovrebbero farlo di mestiere, nello spargere sale sui marciapiedi della strada. Ho provato un misto tra orgoglio e rabbia. Orgoglio, perché ho constatato con soddisfazione che ci sono persone le quali davvero si rimboccano le maniche anche per la salvaguardia degli altri. Rabbia, perché chi aveva responsabilità (in questo caso,chi si occupa della viabilità ad Andria) non ha mosso un dito per richiamare al dovere l’azienda appaltatrice del servizio.

Solo il due gennaio, cioè due giorni dopo la prima nevicata, ci è stato dato il tardivo “contentino”, dal momento che hanno provveduto a spargere sale sulle strade quando già la pioggia aveva sciolto gran parte del ghiaccio. Perché infischiarsene della incolumità dei cittadini? Incredibile alla beffa si è aggiunto il danno: ci sono stati addirittura dei casi in cui, persone che si sono infortunate sul serio, hanno impiegato un’eternità anche per arrivare in ospedale, a causa del traffico rallentato, se non addirittura fermo.

Forse dobbiamo rassegnarci al fatto che, da noi, deve essere la normalità tutto questo disservizio ? Tra l’altro, lunghe file di automobilisti in panne, createsi in alcune vie importanti, avrebbero potuto eguagliare le formidabili code dell’A4 dovute all’esodo di Agosto, oltre ad essere teatro di frequenti incidenti. Mentre ero lì, fermo ad un semaforo, ho osservato un altro particolare curioso, che mi ha fatto sorridere. Il mio è stato un sorriso amaro che potrebbe essere quello che nasce dalla lettura di situazioni pirandelliane; ed è un sorriso che induce a constatare che la realtà non si ferma ai primi stadi di lettura delle cose. Ecco, dunque, un piccolo dato di statistica inferenziale: sulle prime cinque macchine in fila, solo due avevano le catene alle ruote. Mi son chiesto dov’erano i vigili. Possibile che abbiano fatto multe a destra e a manca sul corso principale, ma nelle altre zone, sembra non abbiano visto neve e ghiaccio ? Nessuno si è curato del fatto che auto senza catene avrebbero potuto creare seri problemi alla circolazione ed alla incolumità della gente. I soliti noti hanno provato a rovinarci anche l’ultimo giorno del 2014, trasformando la parte festosa della nevicata nella tristezza dell’inerzia degli interventi, senza che ovviamente nessuno se ne sia reso conto. Ci si rivede agli appuntamenti elettorali, sperando di possedere già la tessera elettorale ed una salda memoria dei fatti.

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Mauro Di Liddo
Liceale, amante delle scienze naturali e dell'analisi comportamentale, oltre che matematica, dell'età adolescenziale. Ho piena fiducia nella ragione umana e nelle sue capacità di miglioramento effettivo della vita. Ateo convinto, non ho altri profeti al di fuori di Karl Marx. Mi reputo un sognatore, ma se i sogni son desideri, allora sì, desidero un mondo razionale ed illuminista.

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