Già l’idea che più di 2000 uomini siano giunti da tutta Italia a Predappio per un raduno fascista con l’intento di commemorare la marcia su Roma e venerare il “Duce” Benito Mussolini mi lascia un po’ basita!

Ma, ahimè, il nostro Paese è un Paese democratico e forse nulla potrebbe vietare avvenimenti del genere …o forse sì!

In realtà, ciò che più mi ha “scioccata” (passatemi il termine, ma non ne trovo uno migliore) è la modalità attraverso cui è avvenuta questa “pseudo” manifestazione fascista.
Rabbrividisco anche al sol scrivere questo termine.

Che dire poi di slogan quali: “Boia chi molla!”, “Onore al Duce!”, “Camerata Mussolini presente”?

E, ultima ma non ultima …Ecco lei, Selene Ticchi (ex candidata a sindaco di Brudio per la lista neofascista “Aurora italiana”), che sfoggia con un super sorriso una t-shirt sfondo nero con una scritta bianca “AUSCHWITZLAND”.

Mi verrebbe da chiedere alla signora Ticchi il motivo di questa sua scelta, nella speranza di ascoltare dalla sua voce un benché minimo tentativo di giustificazione.

Ma, poi ci penso, e penso che è troppo tardi. Qualcuno l’ha già chiesto per me …e la mia speranza è andata persa. Con disarmante sorriso, ha risposto “È HUMOUR!”, forse volendo con ciò alludere al fatto che noi, poveri italiani antifascisti, non sappiamo neppure cosa sia il senso dell’humour.

Mi verrebbe solo da dire: “Signora Ticchi, ma lei ci è o ci fa?”. Ma, forse, è meglio che questo esordio io lo tenga per me.

D’altronde, come ben sappiamo, la libertà di pensiero è un diritto inviolabile …e, quindi, tutti, indistintamente, hanno diritto di esprimere ciò in cui credono e, altrettanto, tutti siamo tenuti a rispettarli.

Però pensandoci …come si fa? Come si fa paragonare un campo di concentramento ad un parco giochi? Come si fa a non aver sensibilità nei confronti di tutte le persone che in quel “parco giochi” ci hanno perso la vita? Come si fa a parlare di humour in questi casi?

Intendiamoci, per me l’idea di humour è mio padre (tifoso della Juve) che “sfotte” in maniera sarcastica mio nonno (tifoso del Milan). La Ticchi, invece, su chi intende far sarcasmo con la sua maglietta? Su chi è passato per il camino ad Auschwitz?

E allora, adesso, da semplice studente di diritto quale io sono, vorrei ricordare alla signora Selene Ticchi che il reato di apologia al fascismo è sanzionato nel nostro ordinamento giuridico, previsto dall’art 4 della legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della costituzione (Legge n. 645/1952) e da altri provvedimenti disciplinari.

Tale legge prevede sanzioni nei confronti di “chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.”

A norma di quanto riportato qui sopra, a dir la verità, neppure lo stesso raduno ritroverebbe come giustificazione la democraticità del nostro caro Paese e, quindi, sarebbe da considerare non legittimo.
Ma, forse, in questo caso si chiederebbe troppo…

E allora, adesso, io mi rivolgo a chi è più grande di me, a chi conta un po’ di più di me.

Mi rivolgo ai “piani alti” del nostro Stato e chiedo loro se hanno intenzione di applicare realmente le norme del nostro ordinamento affinché eventi di questo genere non si ripetano più.

Chiedo loro di non restare lì, fermi, ma di rappresentare chi voce non ne ha …e soprattutto chiedo loro di DIFENDERE la memoria di chi in quel “parco giochi” ha respirato per l’ultima volta. ..e di chi, seppur vi è scampato, si porta dietro una storia marchiata sulla pelle!

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Alessia Losito
In costante conflitto con il “sole e la luna”, alla continua ricerca di me stessa. Mi piace pensare che “domani sarà sempre meglio”, come direbbe il mio grande maestro Vasco Rossi. Studentessa di legge. ..il mio più grande sogno è combattere per i diritti delle minoranze, difendendo chi voce non ha. Volontaria Unitalsi ...la mia scelta di vita, la scelta di vita migliore che io potessi fare. Piena di amore da donare al prossimo, spero ancora in un mondo migliore dove la diversità diventi sinonimo di bellezza e dove il sogno di Martin Luther King diventi concreta realtà.

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