Atocha: Madrid ricorda. Madrid non dimentica. Undici anni, eppure sembra ieri. Undici anni sono passati dalla serie di attentati ad opera di estremisti islamici che, l’11 marzo 2004, a Madrid, fecero esplodere 11 bombe su 4 diversi treni.

Furono 192 morti e più di 1800 feriti.

Le istituzioni, i partiti, i sindacati, ma soprattutto le associazioni delle vittime e i semplici cittadini si sono ritrovati tutti insieme nella capitale spagnola per celebrare la memoria delle vittime.

La “strage di Atocha”, come viene di solito ricordata, prende il nome dalla stazione ferroviaria madrilena al centro dell’attacco terroristico.

Le bombe esplosero nell’ora di punta, per fare il maggior numero di vittime possibile. Deflagrarono tra le 7:36 e le 7:40 tre bombe esplosero ad Atocha, due a El Pozo, una a Santa Eugenia; quattro bombe in treno nei paraggi di via Téllez, lungo la linea ferroviaria che conduce ad Atocha. Altri due ordigni furono scoperti e fatti brillare dalle forze dell’ordine spagnole.

Numerosissime le cerimonie nel programma della giornata. Ne citiamo una per tutte: la mattina dell’11 marzo 2015, il cielo di Madrid è stato puntellato da 192 palloncini bianchi, uno per ciascuna vittima, che si sono alzati liberi nel cielo di Spagna.

 

 

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Cosimo Damiano Farina
Ho conseguito la laurea in fisioterapia presso l’Università di Bari e studio Osteopatia presso il Deforest Osteopathy Institute di Pescara. Amo il contatto con la gente. Amo la musica. Amo lo sport. Amo la vita. Mi contraddistingue la risata, un tratto che sempre mi accompagna: sarà per questo che tanti amici mi vogliono bene? A me pare di sì... A dispetto dei miei studi scientifici, Odysseo mi aiuterà ad apprezzare il lato umanistico della mia personalità.