La tuta porta il nome della ditta. La ragazza che la indossa è piccola e formosa. È fasciata come un manichino, ma lei ha il viso di una ragazzetta scafata. Il suo compito all’ingresso è di smistare i clienti secondo le loro esigenze. Ha per tutti una risposta semplice e precisa. Abbigliamento per palestra al padiglione A. Attrezzatura da montagna al padiglione B. Pesca sportiva e varie al padiglione C. Il ragazzo ha un’aria sicura e un occhio furbetto. Statura regolare, smilzo, i jeans con la cintura a mezza chiappa e il cavallo alle ginocchia. Cappellino con visiera marcato New York. Scarpe da ginnastica con lacci volanti. Giaccone all’ultima moda. Vistoso orecchino a un lobo, piercing a trafiggere la parte inferiore. Sul bus non lo noteresti, tanto è uguale a tutti gli altri ragazzi. Non vuole nulla di preciso, si vede che è addobbato di tutto punto. La ragazza è attratta dal bell’imbusto con l’orecchino. Lui la salta senza filarsela e si avvia al padiglione A. Conosce il posto. Un signore che ha scoperto la palestra a 60 anni chiede alla ragazza formosa dove può attrezzarsi per la sua nuova vita. Il medico gli ha detto che la mattina farebbe bene a fare un’oretta di fitness, un po’ di tapis-roulant, un po’ di cyclette, qualche peso, un po’ di addominali. Lui lo ripete alla ragazza in modo da avere le migliori indicazioni del caso. Spiega che complessivamente sta bene, non si sente così vecchio, ma certo una vita seduto dietro una scrivania… La ragazza chiama un giovanotto spigliato e disponibile che si prende in carico il signore che ha bisogno di un’ora di palestra. Con la sua guida troverà tutto quel che gli serve. Si accomodi al padiglione A.

Una signora bella e attraente aspetta il suo turno, aspetta che la ragazza fasciata consegni il pensionato al ragazzo spigliato. La ragazza la nota e scatta con sollecitudine. La signora attraente è fasciata a sua volta in un tubino antracite, con generoso spacco laterale. È alta e monta su un tacco decisamente sobrio. Occhiali da sole ampi e coprenti anche oggi che il cielo è antracite come il suo vestito. È bionda, il colore dei suoi occhi ci resterà ignoto. La signora bionda ha bisogno di uno zaino per sua figlia. Uno zaino non grande né piccolo, di quelli adatti al tempo libero. Sua figlia lo vuole nero, a lei piacerebbe rosa, ma si sa che i figli di oggi sono tutti un pochino punk, dice alla ragazza. Fascia di prezzo? Il prezzo non è un problema. Gli zaini li trova al padiglione B. La signora con gli occhiali da sole ringrazia con un cenno del capo e si avvia al padiglione B. C’è in attesa una ragazza grassa, avrà 15 anni più o meno. Cerca una tuta della sua misura per fare jogging. Racconta alla ragazza minuta e formosa perché è qui. Ha provato in altri negozi, ma pare che l’abbigliamento sia solo roba per anoressiche. Il medico di famiglia, che è anche esperto di medicina sportiva, l’ha mandata da un dietologo e le ha consigliato di correre sulla spiaggia almeno un’ora al giorno. Deve perdere 15 chili, uno per anno, ha scherzato il dottore. È alta 1,52 centimetri, dovrà scendere a 45 chili. La ragazza grassa non sa se ce la farà. Intanto cerca una tuta della sua attuale misura, perché a digiunare ha cominciato stamattina. Non dovrà superare le 800 calorie al giorno. Il latte scremato le fa schifo, forse andrà meglio con la tuta. Accomodati al padiglione A.

Lo hanno fermato mentre guadagnava l’uscita all’inglese. Ha l’aria un po’ sorpresa e un po’ strafottente. All’addetto che lo perquisisce non regala neanche uno sguardo. Sotto il giaccone alla moda ha indossato due magliette, New York come il cappellino che adesso porta di traverso. Il piercing freme col labbro che si morde. Essere un ladro sembra cosa che non lo riguardi però. Ha rubato le due magliette, sfidando le telecamere interne al magazzino e senza darsi pensiero degli aggeggi antitaccheggio. La fuga è fallita senza clamori, niente sirene, niente suonerie. Se non hai pagato la maglietta, la porta non si apre.

Il ragazzo con i jeans a mezza chiappa adesso è al centro di un piccolo anfiteatro umano che gli si è raccolto attorno. Continua a mordersi il labbro con piercing, ma non pare preoccupato. Consegna il documento al vigilante che l’ha preso in consegna, mentre l’improvvisato pubblico assiste in silenzio. Il corpo del reato viene messo in sicurezza per evitare che scompaia la prova. Arriva il direttore del centro. Si informa, chiede spiegazioni, prega il pubblico di sciogliere l’assembramento. Nessuno si muove. Il vigilante consegna il documento al direttore e gli bisbiglia qualcosa. Il direttore fa un impercettibile balzo in avanti per leggere meglio la carta di identità del ragazzo con l’orecchino. Il pubblico capisce che il direttore se la sarebbe volentieri evitata questa grana. Il ragazzo ha percepito lo scatto impercettibile e continua a non fare una piega. Il pubblico sussurra in coro. Diviso fra comprensione e sdegno, rimane unito nella curiosità. Il signore che ha scoperto la palestra a 60 anni si fa largo e si avvicina al ragazzo. Vorrebbe fare qualcosa, ma non sa che cosa. Pensa di pagare le magliette e di liberare il ragazzo dopo avergli fatto una ramanzina. Il direttore capisce al volo e spiega che non si può, un reato è una cosa seria. Il signore in pensione prova a fare il nonno e mima due ceffoni come punizione esemplare. Il direttore fa un cenno di diniego con la testa. Non si può. La ragazza grassa si avvicina e non sa neanche lei per quale ragione. Guarda il ragazzo con l’orecchino e pensa che, pur di essere magra come lui, vorrebbe essere al suo posto di ladro. Prova ad attirare l’attenzione del ragazzo per proporgli uno scambio di ruolo. Il ragazzo non la degna neanche di un’occhiata. La ragazza si gira di scatto e se ne va, indignata da tanta ingratitudine. Il ragazzo ladro non se ne accorge nemmeno.

Guarda la scena dalla seconda fila, la signora con gli occhialoni da sole anche oggi che il cielo è antracite. La signora bionda muove gli zigomi come se masticasse qualcosa, ma non è dato capire che cosa pensa. Gli occhiali fanno da impenetrabile schermo. La donna si avvicina e parlotta qualche istante con il direttore del magazzino. Lui fa di no con la testa, ma nessuno ha colto il contenuto della domanda. La donna estrae dalla borsa un documento e lo mostra. Il direttore si stringe nelle spalle, rammaricato di una circostanza che nessuno può conoscere. Il lampeggiante e la sgommata annunciano l’arrivo delle forze dell’ordine. Il clima si fa teso. La donna bionda si offre per trattare con i poliziotti. Quel ragazzo potrebbe essere suo figlio. Il pensionato non vuol essere da meno. Quel ragazzo potrebbe essere suo nipote. Si crea un clima di solidarietà col ragazzo ladro. C’è qualcosa di esagerato che il pubblico non gradisce. In fondo, due magliette non sono un omicidio. In un Paese dove neanche gli assassini vanno in galera. In un Paese dove i politici rubano a mani basse. In un Paese dove comanda la mafia. Il povero ragazzo strafottente diventa la bandiera della libertà. Arriva un signore dal volto conosciuto che precede di un soffio gli agenti, ha un’aria spavalda. Il ragazzo urla un liberatorio: “Papà!”. Cambia il vento della folla, si alza un grido: “In galera tutti e due!”. Il signore dall’aria spavalda è il vice sindaco della città.

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Antonio Del Giudice
Pugliese errante, un po’ come Ulisse, Antonio del Giudice è nato ad Andria nel 1949. Ha oltre quattro decenni di giornalismo alle spalle e ha trascorso la sua vita tra Bari, Roma, Milano, Palermo, Mantova e Pescara, dove abita. Cominciando come collaboratore del Corriere dello Sport, ha lavorato a La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese sera, La Repubblica, L’Ora, L’Unità, La Gazzetta di Mantova, Il Centro d’Abruzzo, La Domenica d’Abruzzo, ricoprendo tutti i ruoli, da cronista a direttore. Collabora con Blizquotidiano.  Dopo un libro-intervista ad Alex Zanotelli (1987), nel 2009 aveva pubblicato La Pasqua bassa (Edizioni San Paolo), un romanzo che racconta la nostra terra e la vita grama dei contadini nel secondo dopoguerra. L'ultimo suo romanzo, Buonasera, dottor Nisticò (ed. Noubs, pag.136, euro 12,00) è in libreria dal novembre 2014. A settembre scorso è stato pubblicato "La bambina russa ed altri racconti" (Solfanelli Tabula fati). Un libro di racconti in due parti. Sguardi di donna: sedici donne per sedici storie di vita. Povericristi: storie di strada raccolte negli angoli bui de nostri giorni.

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