Questa è una storia vera che parla di aggressione da parte di bulli nei confronti di una persona, anziana, debole e indifesa.

Anziano spinto giù dalla scogliera…

Anziano a fuoco per gioco…

Anziano aggredito e rapinato…

Anziano aggredito con calci al volto…

Anziano aggredito e preso a schiaffi al mercato…

Anziano aggredito e dato alle fiamme da un gruppo di giovani…

Anziano aggredito, derubato e malmenato in casa di notte…

Sono alcuni dei tanti titoli delle innumerevoli testate giornalistiche Italiane

Questa è una storia che parla di Amore per la Vita, non della sopravvivenza a basso costo, del lasciarsi traslocare dalla corrente della violenza e della stupidità umana.

Questa è una vita di un uomo che non ha voluto camminare in punta di piedi, ma che desidera vivere la vita pienamente.

«Così scrive il filosofo Duccio Demetrio: “Penso che il bisogno di raccontarsi sia una costante della nostra esistenza. Arriva il momento in cui raccontare la propria storia diventa una necessità.”

Buonasera mi chiamo Riccardo Cannone, sono nato a Bari nel 1957, l’anno stesso in cui andava in onda per la prima volta in assoluto sul canale Rai il programma “Carosello” e mentre il primo satellite della storia veniva lanciato nello spazio.

Ho vissuto fino all’età di 3 – 4 anni con mia madre poiché mio padre solo in alcuni periodi restava a casa con noi e sovente si verificavano litigi e incomprensioni familiari, per cui costantemente venivo abbandonato dalla figura paterna. All’età di 6 anni mio padre muore per ischemia celebrale e dopo qualche giorno vengo ricoverato di urgenza alla Casa della Divina Provvidenza a Bisceglie per una forte crisi nervosa. Sin da subito vengo seguito psicologicamente e farmacologicamente, dal personale preposto. Inizio e termino la scuola elementare a Bisceglie. All’età di 10 anni mi ricongiungo con mia madre, che nel frattempo si è trasferita in Andria, frequento e acquisisco il diploma di licenza media inferiore. All’età di 13 anni faccio richiesta per poter continuare gli studi presso il centro A.C.L.I. di Monopoli, la domanda viene accettata e comincio a frequentare l’Istituto Magistrale di Monopoli. Dopo aver conseguito il Diploma Magistrale, supero anche il concorso per l’insegnamento e comincio ad esercitare la professione di maestro presso una scuola primaria di Monopoli. Dopo qualche anno ottengo il trasferimento ad Andria e per 27 anni tra alti e bassi mi dedico all’insegnamento presso il Primo Circolo Didattico “G. Oberdan”, e vivendo sempre e solo con mia madre, che nel frattempo è rimasta sola, in quanto gli altri miei fratelli e sorelle si sono tutti sposati. All’età di 47 anni, con mia madre ormai anziana, mi ritrovo a badare alla pulizia della casa, all’accudimento, all’assolvere, comunque, tutti i miei impegni professionali. Tutto questo mi fa rivivere momenti di forte agitazione, che sfociano in una nuova crisi nervosa. Dopo questo episodio negativo chiedo il pensionamento anticipato per motivi di salute e viene accettato. Trascorro i successivi quattro anni accudendo mia madre, anziana e malata, e badando alle faccende domestiche. Nel 2006 mia madre muore e rimango solo. Trascorro i miei ultimi anni, prima di essere accolto presso la “Casa Famiglia San Vincenzo de’ Paoli” in maniera turbolenta presso la mia abitazione di proprietà familiare ubicata in Via Arco Piciocco. Divento facilmente vittima di scherni e violenza da parte di sconosciuti, che di frequente durante la notte sfondavano la porta di casa e portavano via tutto, soldi, oro ed elettrodomestici. All’ennesima rapina, alle prime ore del giorno, indifeso e debole mi recai presso l’ufficio di Via Spagnoletti – qui ad Andria –, della Comunità Migrantesliberi e chiesi aiuto, perché sapevo che lì potevo chiedere aiuto e ricevere comprensione e risposte concrete. Dopo qualche giorno mi trasferii presso la Casa Famiglia San Vincenzo de’ Paoli, dove attualmente vivo con altri 6 fratelli di età e colore differente.

Grazie alle persone come Don Geremia, Francesca, Alba, Dina, Teresa e Antonio, e tanti altri, ho ripreso a vivere le mie autonomie personali con serenità. Per me accoglienza è tutti i giorni, perché tutti i giorni mi ritrovo fianco a fianco con persone che non ho scelto, ed è un rapporto speciale. Non sempre nella vita si sceglie, l’accoglienza pari meriti non ha preferenza è indistinta e totale».

Forse è tempo di ricordare che i giovani camminano più speditamente degli anziani, però gli anziani conoscono la strada.

«Il più grande moralista dei tempi moderni è stato senza dubbio Jean Jacques Rousseau, il conoscitore profondo del cuore umano, che attingeva la sua saggezza non nei libri ma nella vita, e che destinava la sua dottrina non alla cattedra, ma all’umanità» (A. Schopenhauer)

 

Fontewikimedia commons
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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.