Gioia riprendere a dare sentieri ai miei pensieri. Da molto tempo sono preso dal tentare di capire la rivelazione di Dio nel mondo. Studi teologici e filosofici, portano a guardare la presenza di Dio in termini umani. Tutto tende a cercare testimonianze storiche, studi evidenziano metodi pressoché scientifici per testimoniare l’esistenza di Dio.

Tento di portare me stesso a riflettere su come l’uomo abbia l’esigenza di giustificare la propria fede con ragionamenti a volte troppo contorti per portarci a Dio.

Interessanti e affascinanti studi e ragionamenti possono però ferire l’essenza di Dio. Il grosso potere che l’uomo ha di ragionare e di usare la conoscenza può allontanarlo dalla sua spiritualità. Cercare di dare una spiegazione a tutto è una facoltà della mente umana, ma determinare l’esistenza di Dio in termini scientifici può allontanare gli scienziati dalle propria esigenze spirituali, compresa quella di condividere la ricerca e il progresso.

Mi piace pensare che l’uomo sia un bel condensato armonioso di materia e di anima. Scienza e mistero o spiritualità. Tutto l’uomo può studiare e ricercare, e deve farlo perché penso che debba sfruttare le abilità del cervello, ma l’uomo è anche anima, essenza non palpabile che dà vita alla materia.

La fede penso sia un “fare” dell’anima che si affida a Dio con amore, e poi tutto prende forma nell’essere persona libera di ragionare ed amare. Voglio dire che non è necessario sempre trovare termini scientifici per abbandonarsi alla vita con Dio, il trovare giovamento nell’avere un intimo spirituale non deve necessariamente avere segni scientifici. Dio per me è quel Dio cristiano che amo sapere che è in tutto e sempre.

L’amore per lo studio accende la curiosità di capire il mondo che ci circonda e di dare senso e spiegazione a tutto. Interessante resta capire come l’uomo abbia raggiunto queste abilità che lo differenziano da altri essere viventi (forse!). Interessante resta anche da capire se l’anima e la sua spiritualità siano figlie della ragione o se invece siano due forme separate di un tutto.

Sicuramente non sono il primo a porsi questi quesiti. Senza dubbio numerose teorie sono state sviscerate e penso che il loro studio possa alimentare la mia curiosità e credo che il sostegno di filosofi nella storia possa aiutare la mia ricerca.

Non penso che siamo in grado di darci risposte a tutto, tutto si rivolge sempre a creare teorie filosofiche che impregnano le nostre idee perché l’uomo ha l’esigenza di capire e avere spiegazioni, ma più ne ha più ne cerca.

All’inizio si pensava all’anima come ombra, poi Platone l’ha definita ingenerata, immortale, incorporea, poi San Paolo ha parlato di corpo anima e spirito. Oggi si tende comunemente a ritenere che l’uomo sia un essere composto da una parte materiale percepibile e una non materiale che, per chi crede in un Dio, è il soffio vitale che lo rende capace di vivere con una necessità spirituale.

Poi l’uomo continuerà a porsi domande che non possono avere una risposta definitiva, ma questo non finirà con l’allontanarlo da Dio? Forse una maggiore semplicità potrebbe aiutarci a provare ancora stupore di fronte al creato e far sentire in noi la presenza di Dio in un mondo creato per amarci.

L’equilibrio tra corpo e anima, tra essere uomini con le curiosità che portano a studi e ricerca e l’abbandono alla propria esigenza spirituale con un po’ di mistero e di stupore, penso sia ciò che ci sostiene e ci fa amare la vita.

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