Destinazione: la Murgia. Dopo 35’ di macchina, superiamo il Castel del Monte ed eccoci arrivati. Mi affianco ad un mio caro amico che sin dalla tenera età andava col suo papà a raccogliere i funghi. Ci mettiamo in cammino e chiacchierando, mi racconta di tutte le varie esperienze fatte sulla Murgia, mentre il sole lentamente inizia a svegliarsi.

A prima mattina quando decidi di andare in campagna per cercare i funghi, non sai come andrà perché oltre all’esperienza, ci si mette il clima, una buona dose di fortuna e diversi altri piccoli fattori. Però sai che per il solo fatto che stai cercando qualcosa, sei già a un passo dall’averla trovata.

Ed ecco, dopo tanto cercare, vediamo spuntare tra i sassi e l’erba, il primo fungo cardoncello.

Una prelibatezza per la nostra terra.

Tagliato il gambo, e riposto subito il fungo nel cestino di vimini, ripartiamo nel silenzio e nella tranquillità più assoluta respirando aria “buona”, e ci lasciamo accarezzare da un venticello mattutino .

Non c’è quasi nessuno su queste immense distese della Murgia. Di tanto in tanto si vedono passare alcuni uomini che con passo lento e studiato, guardano alternativamente a destra e a sinistra, cercando di non tralasciare nessuna piccola striscia del terreno, dove potrebbe nascondersi il bottino tanto desiderato.

Anche se talvolta appare faticoso attraversare, vallate, canali e tratturi della Murgia, il piacere di queste uscite sta nell’attesa, e nella speranza di trovare quelle stupende famigliole di funghi che da sole valgono una intera giornata di faticosa ricerca. E, a volte, anche se non si trova nulla, si rientra a casa con una positiva sensazione di stanchezza, per aver vissuto e respirato in uno straordinario ambiente naturale.

Alcune volte, però la fatica viene ricompensata, ed ecco una “rocchia” di funghi che corrisponde nel dialetto locale ad una cospicua famigliola.

Vien da riflettere sull’adrenalina che ti invade quando finalmente trovi ciò che faticavi a cercare, un po’ come nel caso della pericope evangelica della “dracma perduta” (Lc,15, 8-10).

Quando trovi un fungo, sai per certo che li vicino ce ne sono altri e l’entusiasmo non riesci a contenerlo. Che fai? Chiami il tuo amico, tuo padre, tuo nonno e sorridendo gli annunci che non solo hai trovato un fungo, ma che sicuramente ce ne saranno altri che possono trovare anche loro, lì vicino.

Forse oggi non siamo più abituati cercare, abbiamo perso il gusto di conquistarci le cose, siamo invece bravi ad acquistarle e invece di spendere le nostre capacità e la nostra intelligenza, ci riduciamo a spendere del denaro.

Terminata la ricerca, si torna tutti a casa, c’è chi ha trovato un bel po’ di funghi e chi meno; però serviranno tutti per fare un bel risotto con salsiccia e pomodorino fresco per tutta la famiglia, spiegando a nipotini, cuginetti e figli quanto è stato bello e salutare l’andare per funghi nella Murgia. Qualcuno spegnerà sicuramente il nostro entusiasmo dicendoci che avremmo impiegato meno tempo se avessimo comprato i funghi dal fruttivendolo.

È vero, ma ciò per cui hai faticato ed hai trovato con le tue forze è davvero diverso e dà più sapore alle pietanze.

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Antonio Abruzzese
Sono Antonio Abruzzese e sono un giovane appassionato. Cucina, tradizione, filosofia, e ricerca sono i vocaboli che mi identificano. Sono un ragazzo genuino che ama la tradizione, e il sapere popolare. Un amante della bellezza e del gusto. Mi piacciono le cose e le persone che hanno un proprio carisma, un proprio sapore..non amo ciò che è insipido, inodore e incolore. Anzi sono affascinato dalla cromaticità, dal profumo degli alimenti, e dalla bellezza che ogni cosa porta in sé.. Di professione cuoco, ma di fatto un grande buongustaio!

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