“La verità illumina la giustizia”: così recita lo slogan della XX Giornata della Memoria e dell’Impegno, voluta da Libera, in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie. Come ogni anno, la marcia si tiene il 21 marzo, primo giorno di primavera, giorno dell’equinozio, a partire dal quale la luce comincia a crescere sul buio, il dì sulla notte.

Libera per la XX edizione ha scelto l’Emilia Romagna, ha voluto Bologna. E Bologna risponde alla grande: organizzazione perfetta, un esercito di volontari, una marea stimata in oltre 200.000 partecipanti che marciano civilmente, per ore, cantando la loro protesta contro ogni corruzione, sventolandola su bandiere e striscioni.

Marcia-Libera-11Accompagnando due classi, la 3D e la 3E, del Liceo Scientifico “Nuzzi” di Andria, insieme alla delegazione del Presidio di Libera della medesima città, chi scrive ha la possibilità di osservare il passato, il futuro, ma anche l’oggi della nostra società.

Marcia-Libera-10Il passato ha il volto della memoria e delle centinaia di parenti delle vittime che aprono il corteo.

Il futuro è l’impegno rinnovato nei cuori e nelle menti di tutti i presenti e, si spera, di tutti coloro, in primis i rappresentanti delle Istituzioni, le cui coscienze una giornata come questa intende scuotere.

Ma a Bologna c’è soprattutto l’oggi: decine, centinaia di migliaia di giovani che ci credono, che vogliono crederci, che vogliono cambiare questo nostro Paese.

Marcia-Libera-9In particolare, i ragazzi della 3D del “Nuzzi” sono qui perché hanno pubblicato un libro, VIP per mano di mafia, che parla di tutte le “Vittime In Puglia”, ammazzate dalla mafia. Quando essi si incrociano, nel corteo, con due loro vecchie conoscenze, subito partono gli abbracci, i baci, i selfie.

Marcia-Libera-8Sono Daniela Marcone e Viviana Matrangola. La prima è figlia di Francesco Marcone, che era direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia e fu ucciso il 31 marzo 1995; la seconda è figlia di Renata Fonte, assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del comune di Nardò, assassinata il 31 marzo 1984. Due vittime innocenti delle mafie pugliesi, cadute, cinica coincidenza, nel medesimo giorno, il 31 marzo, a 11 anni di distanza l’uno dall’altra. Due eroi del quotidiano, entrambi assassinati per aver voluto fare il proprio dovere e difendere la propria terra.

Mentre continuiamo a marciare, mentre scorgiamo anche Salvatore Borsellino, Daniela e Viviana accettano di rispondere ad alcune domande.

Marcia-Libera-6Daniela, oggi, primo giorno di primavera, riparte la vita: riparte anche la speranza?

La speranza non deve mai morire. Certo, non è facile. Quest’anno saranno vent’anni da quando è morto il mio papà e io non ho ancora una giustizia completa su questa morte. Papà è una vittima del dovere oltre che essere una vittima di mafia. Era un funzionario e la sua storia è quanto mai attuale, è la storia di un uomo che si è opposto alla corruzione. Ecco, la mia speranza, oggi, è che veramente venga fatto qualcosa a livello legislativo, a livello di lotta attraverso impegni seri, non solo di parole, contro la corruzione. Ne stiamo vedendo tante. Il cittadino non può perdere la speranza. A partire dalle storie di chi ha perso la vita perché ci ha creduto veramente: forse a loro lo dobbiamo, ma lo dobbiamo anche al nostro Paese.


In tempi in cui si dice che la mafia è nello Stato e i valori vengono meno, vedere oggi manifestare qui decine e decine di migliaia di persone, in particolare di giovani, cosa significa per te?

Per me è bellissimo, perché, lo diciamo sempre, i giovani per noi non sono il futuro: sono il presente. Noi li dobbiamo guardare adesso in faccia e pensare di fare qualcosa per loro. Senza più rinvii. Io lo sento in maniera molto forte questo. E non solo come familiare di una vittima innocente di mafia, ma anche come appartenente a Libera. Noi abbiamo un debito nei loro confronti che bisogna onorare. Forse proprio da qui deve partire questo ventennio di Libera. Per noi, oggi, oltre che essere il ricordo delle vittime, è anche un giorno di festa: il primo giorno di primavera, ma anche vent’anni di Libera, della nostra storia. Beh, ripartiamo avendo in mente anche i ragazzi.

Un anno fa, hai conosciuto i ragazzi del “Nuzzi”, in occasione della presentazione del loro VIP per mano di mafia, e oggi loro vengono a ritrovarti qui. Cosa senti di dire loro?

Grazie (le trema la voce, ndr). Grazie, ragazzi, di essere venuti. Per me è bellissimo vedervi qui con noi. Vorrei abbracciarvi uno per uno. Spero di rivedervi presto nel nostro territorio, nella nostra Puglia. Ricordiamo che la storia delle mafie pugliesi è poco conosciuta. Ecco, ragazzi, studiamocela la nostra storia, raccontiamola noi ai giornalisti, proprio come voi avete già incominciato a fare con la vostra pubblicazione.

Marcia-Libera-7E tu, Viviana, … i ragazzi del “Nuzzi” ti avevano fatto una promessa e l’hanno mantenuta.

Grandiosi. Sono grandiosi! Fantastici. Mi sono proprio entrati nel cuore questi ragazzi. Ne ho incontrati tantissimi in questi anni, ma loro sono straordinari. Speriamo davvero che questo cammino lungo, da Andria a Bologna, continui sempre, sempre! Sempre insieme, mano nella mano.

Ma i ragazzi nel “Nuzzi” non sono soli: ci circondano migliaia e migliaia di giovani.

In questo primo giorno di primavera, di speranza che si conferma, per noi tutti, la loro presenza è stimolo per un impegno rinnovato, perché il nostro impegno di fare memoria dei nostri cari non dura solo un giornata, ma tutto l’anno.

E l’impegno sulla nostra terra, in Puglia?

Quello cerchiamo di portarlo avanti con i Presidi di Libera, con le cooperative, con i terreni confiscati, sui quali vengono ora coltivati i prodotti di Libera che hanno una vitamina in più, quella della legalità. Cerchiamo di fare il nostro meglio, ma vorremmo più coinvolgimento da parte delle Istituzioni…

Marcia-Libera-5Mentre continuiamo a camminare con Daniela e Viviana, il corteo arriva già in Piazza VIII Agosto. Un attimo e il fiume di manifestanti la invade e riempie in ogni suo angolo. Sono piene anche le strade e i vialoni circostanti. È piena quella che i bolognesi chiamano la “Montagnola”.

Marcia-Libera-4Una schiera di Gonfaloni si affastella nelle vicinanze del palco. In religioso silenzio, parte la litania dei nomi di tutte le vittime innocenti delle mafie.

Marcia-Libera-3L’applauso più grande si è librato quando il Presidente del Senato, Grasso, ha scandito i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ma gli applausi, scroscianti e spontanei, si sono susseguiti per tutta la mattinata.

Tra la folla delle manifestanti, scorgiamo con piacere anche donne che indossano lo hijab, il tipico velo islamico che copre i capelli e il collo: è bello vedere che la lotta per la legalità e la giustizia non conosce confini di popolo o religione.

Marcia-LIbera-1Molto apprezzato è stato anche il messaggio, letto dagli organizzatori, del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha rinnovato il “no incondizionato a qualsiasi forma di collusione e connivenza con la mafia. Lo Stato si è dotato di tutti gli strumenti necessari alla lotta alla criminalità, ma è necessaria anche una maturazione delle coscienze perché solo erodendo alla radice la mentalità sui cui la malavita cresce e si diffonde, potremo sconfiggere la mafia. Per questo è di fondamentale importanza ricordare le storie dei martiri che hanno lottato fino alla morte contro la mafia”.

A quel punto, si è presentato ai microfoni il leader di Libera, don Luigi Ciotti. Del suo intervento si dà conto nel nostro editoriale.

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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