Salvini, come Gesù che a Cana trasformò l’acqua in vino, vuol rimettere i confini che dividono.

E, perdipiù, pretende che gli altri ci paghino i debiti…

Il fiero ministro dell’Interno Salvini, il nostro uomo solo al comando, con la scorta di Conte premier e Di Maio vice, ha convocato per l’8 dicembre a Roma una manifestazione della Lega (vedremo quanto oceanica) per ribadire all’Europa, qualora non l’avessero ancora capito a Bruxelles, che vengono “prima gli italiani”. Siccome a Bruxelles l’hanno capita e come, l’Unione Europea ci guarda con apprensione mentre i nostri sovranisti con i nostri populisti stanno portando l’Italia a schiantarsi. Salvini sembra l’ebreo della barzelletta che, mentre l’aereo precipitava, continuava a fumate tranquillo, ché tanto l’aereo non era suo (Amos Oz, Finché morte non sopraggiunga). Ecco, questo governo gialloverde gioca con la nostra pelle, non di quelli che l’hanno votato, ma di noi tutti. Ma siccome nessuno in Europa l’ha votato, non mancano i segnali al nostro Truce, che lo mettono in guardia più o meno a non fare il sovranista con il culo degli altri, mi si perdoni la raffinatezza.

L’ultimo segnale, ben massiccio e autorevole, arriva al capo della Lega dai Paesi di un’altra Lega, la Lega Anseatica. La quale è costituita da dieci Paesi del nord Europa e annovera Danimarca, Svezia, Olanda, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania. I quali Paesi, senza giri di parole e senza la mia raffinatezza, hanno spiegato al mondo che loro non ci stanno a pagare i debiti di un’Italia che, invece di fare i conti sui centesimi, butta soldi dal bancone di Largo Chigi e brucia decine di miliardi in spread e in fiducia. Chi rompe paga e i cocci sono suoi, cioè non si può scassare i timpani tutti i giorni con “prima gli italiani” e le manovre del popolo, e poi pretendere che i debiti li paghi l’Europa. Cà nisciun è fess.

Ho la vaga sensazione che i nostri Dioscuri gialloverdi stanno svegliando il can che dorme, la fine è già scritta: il cane si svglierà, anzi si è già svegliato e arrota i denti. Salvini, nella sua furia di potere, ha lanciato un amo che può funzionare per i gonzi, non per le poche persone che hanno ancora la testa sul collo. Parlare di internazionale sovranista è come dire che il nazionalismo prevede solidarietà fra nazioni che partecipano a un progetto, che non c’è perché non può esserci. Le nazioni hanno sempre badato ai loro interessi, con confini invalicabili, con armate sempre pronte e guerre come soluzione dei disaccordi. Salvini, come Gesù che a Cana trasformò l’acqua in vino, vuol rimettere i confini che dividono, cioè che negano il mondo di oggi. E, perdipiù, pretende che gli altri ci paghino i debiti, che noi non siamo neanche in grado di pagarci. Chi ha l’anello al naso, noi o loro?

Leggendo l’editto dei dieci Paesi del Nord Europa, che non ha bisogno di interpreti autorizzati, mi viene in mente Giulio Andreotti, sento la sua voce nasale e romanesca che, dall’altro mondo, spiega come stanno le cose: “A sovranisti, sovranisti e mezzo”. Quel grande statista democristiano non era finlandese, ma aveva capito quanto sono fessi gli italiani.

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Antonio Del Giudice
Pugliese errante, un po’ come Ulisse, Antonio del Giudice è nato ad Andria nel 1949. Ha oltre quattro decenni di giornalismo alle spalle e ha trascorso la sua vita tra Bari, Roma, Milano, Palermo, Mantova e Pescara, dove abita. Cominciando come collaboratore del Corriere dello Sport, ha lavorato a La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese sera, La Repubblica, L’Ora, L’Unità, La Gazzetta di Mantova, Il Centro d’Abruzzo, La Domenica d’Abruzzo, ricoprendo tutti i ruoli, da cronista a direttore. Collabora con Blizquotidiano.  Dopo un libro-intervista ad Alex Zanotelli (1987), nel 2009 aveva pubblicato La Pasqua bassa (Edizioni San Paolo), un romanzo che racconta la nostra terra e la vita grama dei contadini nel secondo dopoguerra. L'ultimo suo romanzo, Buonasera, dottor Nisticò (ed. Noubs, pag.136, euro 12,00) è in libreria dal novembre 2014. Nel 2015 ha pubblicato "La bambina russa ed altri racconti" (Solfanelli Tabula fati). Un libro di racconti in due parti. Sguardi di donna: sedici donne per sedici storie di vita. Povericristi: storie di strada raccolte negli angoli bui de nostri giorni. Nel 2017 ha pubblicato "Il cane straniero e altri racconti" (Tabula Dati).

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