L’estinzione di specie animali nel mondo continua a ritmi vorticosi e, a ben guardare, è destinata a sfuggirci di mano

Abbiamo il dovere di accendere i riflettori sul rischio di estinzione di alcune specie preziose e chiamare tutti a raccolta per combattere le minacce che rischiano di cancellare tesori di biodiversità in Italia e nel Mondo“. A lanciare l’allarme è Donatella Bianchi, Presidentessa di WWF Italia, un appello che si aggiunge al monito della Direttrice, Isabella Pratesi: “Trascuriamo che molte specie prima di noi hanno trovato, attraverso l’evoluzione, soluzioni a condizioni difficili ed estreme. Ogni insetto scomparso, ogni pianta estinta, ogni barriera corallina sbiancata, potrebbe custodire le soluzioni e i rimedi ai nostri mali incurabili o ai drammatici cambiamenti che abbiamo generato“.

Ma se in Italia a preoccupare sono specie quali l’orso marsicano (presente ancora in poche decine di esemplari), l’aquila del Bonelli (quaranta coppie), la lucertola delle Eolie, il gipeto ed il fusto arboreo delle Montagne della Sicilia, l’Abete dei Nebrodi, nel Mondo la situazione appare più drammatica e destinata a sfuggirci di mano.

L’abbattimento delle foreste, in favore delle coltivazioni di palma da olio, sta mettendo a rischio la sopravvivenza del rinoceronte di Sumatra, della tigre e dell’orango; il pangolino viene cacciato a causa delle sue scaglie farmacologicamente efficaci, mentre il chiurlottero rappresenta, per la sua rarità, la preda irraggiungibile di tutti gli ornitologi; il lupo rosso, il bradipo pigmeo; pappagalli come l’ara golablu, e poi ancora il cavallo di Przewalski che vive in Magnolia o il Kouprey, un enorme bovide sopravvissuto nell’Asia meridionale in sole cinquanta unità. Nei fondali del Mediterraneo, invece, a quasi 800 metri sotto il livello del mare, la madrepora oculata combatte contro una pesca spietata ed un cambiamento climatico sempre più ingerente.

Sempre secondo le stime del WWF, dal 1970 al 2012, l’uomo si è esibito in azioni di bracconaggio che hanno provocato un calo del 58% sulle popolazioni di vertebrati marini e terrestri.

Un dato raccapricciante da migliorare nel nuovo anno, dodici mesi pregni di buoni propositi e valori da non… estinguere.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here